SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Per il solo periodo di Pasqua si prevededono disdette e cali nelle presenze da 20 al 40%» Ad affermarlo è Aureliano Mascaretti del direttivo dell’Acot (Associazione Cuprense Operatori Turistici), durante l’incontro preparatorio del 3° Summit del Turismo delle Regioni di Confindustria Alberghi, che si terrà ad Ascoli Piceno il prossimo 4 maggio.

Anche il presidente di Confindustria Alberghi della provincia Marco Calvaresi ileva:«E’ un dato che riguarda non solo gli alberghi ma anche gli appartamenti e le situazioni logistiche del turismo in generale».

Per la Federalberghi di Ascoli, rappresentata da Ferdinando Mascaretti «il turismo statico fatto di mare al mattino e centri storici la sera non basta più. Bisogna trovare una offerta più ampia che integri tutto il territorio tramite un pacchetto di offerta globale che includa anche tutti gli aspetti produttivi della provincia».

Tommaso Caroselli, vice presidente di Confindustria di Ascoli, va giù duro: «Il turismo piceno ha sonnecchiato negli anni come la bella addormentata nel bosco cullandosi su vecchi stereotipi e passati anni gloriosi. E’ ora che ci svegliamo. Gli altri vanno avanti e non stanno certo ad aspettare noi: quello che più mi irrita è che altri paesi le bellezze devono inventarsele a costo di costruirsele artificialmente, penso ai paesi del Golfo, e qui da noi ne abbiamo ad iosa».

Ma per Caroselli mancano le strutture per fare vero salto di qualità. E si chiede: «Quanti addetti alle ricezioni alberghi sanno parlare almeno tre lingue? Quanti camerieri sanno scomporre il pesce in almeno tre modi diversi? Quanti alberghi possono offrire nella stessa sede sale convegni, angoli concerti, prato-piscine, centro di comunicazioni telematici possibili di collegamenti internazionali rapidi ed efficienti?»

E conclude: «Oggi Ascoli e San Benedetto sul clic di un mouse non sono altro che puntini telematici e il turista ne trova in cinque minuti altri cento sparsi per il mondo. La differenza la farà poi l’offerta. Quindi diamoci una mossa e chiediamoci: perché da noi non c’è più domanda?»

L’evento è stato possibile grazie all’interessamenteo del presidente della Carisap Vincenzo Marini Marini che è riuscito ad integrarsi nella prestigiosa rete dell’Associazione Italiana Professionisti e Manager del Turismo che annovera tra i suoi partecipanti personaggi come il professor Joseph Ejarque. Con un po’ di fortuna il prossimo evento potrebbe approdare in Riviera per l’anno 2010.

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