SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta da parte di Luigi Ursini, storico esponente di Alleanza Nazionale e ora del Popolo della Libertà.

«Leggo sempre più spesso attraverso la stampa locale di candidati “certi” per il PDL mentre nonostante io abbia contattato personalmente alcuni vertici del Pdl non riesco ancora a capire quale sia “il metodo” per pesare la scelta delle prossime candidature.
Insomma mi sono proposto per candidarmi alle Provinciali con il Pdl ma più che valide spiegazioni ricevo inspiegabili silenzi.
Eppure nelle ultime elezioni Amministrative ho raggiunto, senza poi disturbare tante persone che conosco e dalle quali ho tra l’altro ricevuto qualche simpatico richiamo perchè appunto avrei dovuto avvertirli della mia candidatura, quasi 300 preferenze.
Le persone che conosco da una vita mi fermano per strada e mi chiedono di sapere se verrò candidato ma sinceramente non so cosa rispondere; persone alle quali sono fortemente legato e mi conoscono per la mia rettitudine comportamentale. E’ forse un difetto essere seri e coerenti in politica??
Al mio seguito potrei garantire un gruppo di persone pronte a lavorare seriamente per una giusta causa politica appoggiandomi in maniera determinata ma alla data odierna quello che maggiormente sconcerta è l’assenza di riferimenti, forse voluta, non si capisce. Se chi pretende di governare un partito pensa di poter adottare una linea che non tiene conto delle reali risorse umane, della serietà, della onestà, dell’impegno, sempre profuso con coerenza, certo l’elettorato non può essere che, quanto meno, sconcertato. Non ci si lamenti poi che nessuno vuole avere a che fare con la politica, atteggiamento che ha anche poi riflesso sulla qualità della politica e quindi sulla qualità dei servizi e della vita in generale. Il politico deve avere come prime qualità, oltre quelle che prima ho elencato (serietà, onestà, coerenza) anche competenza sulle materie che tratta e il contatto diretto con l’elettore in modo da generare fiducia e risposta alle reali esigenze. Le esigenze non si conoscono stando seduti dietro una scrivania, distanti dalla gente, non solo per incapacità comunicative ma anche perchè si frappongono centinaia di km. La vita va vissuta in mezzo alla gente come ho fatto io presso i quartieri della San Benedetto nord e nello sport vissuto in prima linea su tutta la Provincia.
Se poi non mi si vuole candidare chiedo che mi venga riferito chiaramente se non che per una correttezza comportamentale.
Sono abituato a lavorare in silenzio, come sempre ho fatto, ma in questa speciosa situazione umilmente mi rivolgo alla stampa locale affinchè il mio messaggio possa arrivare forte e chiaro

».

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