CONTROGUERRA – Si è sperato fino all’ultimo di trovarle ancora in vita: in un’intervista registrata nel pomeriggio e trasmessa ieri sera a Porta a Porta su Rai1 la mamma delle due sorelle di Controguerra, che si trovava a L’Aquila, ancora nutriva la speranza di poter riabbracciare le due figlie di cui non aveva notizia da due giorni: sperava che si fossero salvate fuggendo e che al momento si trovassero altrove da quella casa venuta giù come un castello di carta. E invece Genny Antonini 24 anni e la sorella Giusy di 22 non ce l’hanno fatta, sepolte da cumuli di macerie.

«E’ un dolore profondo che colpisce l’intera comunità – ha dichiarato il sindaco di Controguerra Mauro Scarpantonio – per questo abbiamo dichiarato tre giorni di lutto cittadino, per esprimere il nostro cordoglio alla famiglia Antonini e in solidarietà a tutte le vittime del terremoto».

Le salme delle due sorelle riceveranno i funerali di Stato previsti all’Aquila per venerdì, insieme alle altre 250 vittime, poi faranno ritorno a Controguerra, dove sabato si terrà la celebrazione della funzione religiosa. Nessuna speranza nemmeno per Alberto Guercioni, di Sant’Egidio, che nella serata di domenica era partito con loro per L’Aquila per trascorrere alcuni giorni insieme

E purtroppo sono numerosi gli studenti teramani rimasti vittime di quella tragica notte tra domenica e lunedì 6 aprile sotto le macerie delle case crollate: Matteo Vannucci, 22 anni di Tortoreto, Lorenzo Cinì, 22 anni di Corropoli, la sua ragazza Arianna Pacini, 27, con la quale conviveva a L’Aquila, Andrea Puliti, 24 anni di Bellante, Sara Persichetti, Lorenzo Della Loggia e Sara Bronico, tutti e tre di Atri, Serena Scipione, 24 anni di Bisenti, Federica Moscardelli 24 anni di Montorio, Gabriele Di Silvestre, 19enne di Villa Lempa di Civitella, al primo anno di università. Giovani vite spezzate a cui la terra ha deciso di risucchiare in soli venti secondi sogni, ambizioni, progetti e speranze alimentate dagli studi e dalle esperienze di vita in una dinamica cittadina universitaria.

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