L’AQUILA – L’associazione Cittadinanzattiva si unisca, insieme a tutti gli italiani, ad esprimere il proprio cordoglio per la tragedia del terremoto abruzzese. Il Segretario generale e il segretario regionale dell’Abruzzo hanno già provveduto a mobilitare la rete di Cittadinanzattiva non tanto per i soccorsi, che non competono ad una organizzazione di impegno civico, quanto per il conforto, il supporto e l’informazione alle popolazioni colpite. Non è oggi il giorno dei commenti e delle polemiche.

«Ci ha colpito il fatto che tra gli edifici più danneggiati ci siano quelli pubblici: la prefettura è crollata, la casa dello studente pure. L’ospedale, che è quello nuovo, è inagibile. Delle scuole ancora non sappiamo. Vi sembra normale che proprio i luoghi che per primi dovrebbero essere sicuri, nella quotidianità ma anche nell’emergenza, ancora una volta siano i più malmessi?» scrive Teresa Petrangolini, segretaria generale dell’associazione.

«E’ noto che la provincia de L’Aquila è tra le più sismiche d’Italia e che sta nella zona a più alta intensità di rischio. Allora, perchè ancora una volta tanta leggerezza, tanto malgoverno, tanta indifferenza per la incolumità delle persone? E le responsabilità ce l’hanno tutti: il governo centrale che eroga pochi fondi, la Regione che non si impegna, i Comuni che lasciano stare. Quanti piani comunali di protezione civile ci sono in Abruzzo, come sono stati pianificati gli interventi per la sicurezza degli edifici pubblici, dove sono i piani di evacuazione? Si tratta di interrogativi sui quali dovrà impegnarsi fin dai prossimi giorni Cittadinanzattiva per capire se era possibile evitare almeno in parte tutte queste morti. Come abbiamo fatto dopo la tragedia di San Giuliano di Puglia, a fianco delle famiglie dei 27 bambini morti. Perchè ad altri non accada!»

«Chiudiamo questa riflessione con una nota positiva: mai come in queste ore si è visto come l’Italia sia un paese solidale e senza barriere. Tutti, bianchi e neri, immigrati e residenti, si sono mobilitati per portare il loro aiuto alle popolazioni sofferenti. Questo è un bell’esempio di democrazia, di calore umano e di volontariato attivo, che non andrebbe sprecato e che rappresenta uno dei “tesori nascosti” di questo paese» termina la Petrangolini.

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