Da Espresso Rossoblu N. 1023

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un clima di rassegnazione sta caratterizzando questa fase di storia rossoblu. Lo scontro tra parte della tifoseria e la società ha addirittura portato a farsi del male da soli, rinunciando al grande tifo nel momento decisivo del torneo, quando la squadra ne aveva maggiormente bisogno.
Non mi sento di dar colpa a nessuna delle due “fazioni” per il semplice fatto che entrambe hanno ragioni, chi ne ha più … da vendere è ancora presto per dirlo. Lo si potrà dire soltanto quando certi misteri legati al rinnovamento (secondo me sbagliato) della squadra a gennaio verranno chiaramente alla luce.
E’ successo evidentemente qualcosa che io stento a comprendere, nonostanze Gianni Tormenti dica che non ci sono segreti. Allora mi chiedo: un anno fa di questi tempi molte componenti addossarono, a ragione e a torto, al Ds Nucifora colpe, secondo loro determinanti, per la campagna acquisti di riparazione: emblematico un incontro molto vivace presso il teatro della parrocchia San Filippo Neri. Nucifora è oggi Evangelisti e nessuno in società (nè quei tifosi che un anno fa misero in croce l’avvocato) lo mette ancora in discussione.
Un diesse che ha fatto tanti “danni”, insieme al suo predecessore Natali, che meriterebbe per lo meno di essere messo in discussione, un vero disastro aver sconvolto una formazione che aveva bisogno di un paio di ritocchi, massimo tre nei punti cruciali del gioco. Si è cambiato il portiere che era il meno colpevole di tutti, si è quasi emarginato Morini che era il miglior attaccante in rosa prima dell’arrivo di Cammarata, si è messo in discussione Ferrini (ma anche Tinazzi) che avevano retto difesa e centrocampo con Palladini, si è provato a far fuori Moi, sicuramente il meno peggio della difesa, si è dovuto ricorrere all’acquisto di Traini che ha trovato giustamente posto fisso in squadra ma con il peso di dover smaltire il salto dai dielttanti ai professionisti, a 27 anni. Ci sta riuscendo ma non faceva parte dei rinforzi preventivati.
Il risultato lampante è che questa Samb, senza Palladini e Cammarata (ma anche senza Morini) è anemica fino al ridicolo in materia di palle gol. Pensare che due “vecchietti” dovevano essere i migliori non poteva rientrare nei programmi societari ad inizio ed a metà stagione. Chi lo ha pensato non conosce assolutamente il calcio. Per questi motivi il diesse Evangelisti andava messo da parte qualche settimana fa.
Guardate questi numeri: finora su 16 partite casalinghe la Samb ha realizzato appena otto gol di cui 6 in due partite (4 al Verona, 2 alla Pro Sesto), gli altri due nelle altre 14 che hanno fruttato una vittoria (Padova)… e una sconfitta (Venezia). Ben quattro sconfitte interne nelle ultime sette partite in casa, oggi contro la squadra peggiore ed in età vista al Riviera delle Palme.
Mettiamo questo desolante quadro nel mezzo della rassegnazione di cui parlavo inizialmente e scopriamo che senza una scossa veramente grandissima, sarà difficile anche non farci raggiungere dal Venezia che, per fortuna oggi ha perso a Ferrara. Ultimo posto da evitare assolutamente perché sono convinto che nei play out difficilmente la Samb soccomberà. Sempre che questo brutta clima abbandoni l’ambiente sportivo sambenedettese.

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