SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sarebbero 98 in tutto gli iscritti al gruppo Volontari Protezione Civile di San Benedetto che dalla scorsa notte si tengono in posizione di stand-by pronti a partire. In totale sono dieci i gruppi simili pronti ad entrare in azione in tutte le Marche per prestare soccorso alla popolazione dell’aquilano coinvolta dal terribile sisma.

La notizia, dopo pochi minuti, è arrivata al coordinatore Gualtiero Chiappini il quale ha provveduto a trasmettere lo stato di allerta ai vari capigruppo. Sono in allarme costante con turni di guardia di circa dodici ore. «I volontari- come rileva Chiappini – appartengono a tutte le classi sociali. Andiamo dai dottori agli studenti, e ancora operai, tecnici. Sono molti i semplici cittadini che ci telefonano offrendo il loro apporto spontaneo. Noi ringraziamo per la solidarietà ma possiamo accettare solo quelli ai quali è stato rilasciato una tessera magnetica che attesta la loro partecipazione a corsi specifici».

Nel frattempo, nella sala operativa della Protezione Civile situata a ridosso dello stadio comunale Riviera delle Palme si resta incollati ai monitor registrando e commentando tutte le informazioni che arrivano tramite i media ed i canali specializzati. Fuori dalla sala un fuori strada è pronto a partire per la volta della zona terremotata mentre altri mezzi come ruspe e gruppi elettrogeni sono già in viaggio. Periodicamente, quasi ogni ora, arriva da Ancona l’aggiornamento telefonico di Mauro Perugini, direttore Regionale dei Volontari delle Marche.

Vinicio Cipolloni, referente per i Servizi Protezione Civile del Comune, aggiunge: «La situazione di aspettativa durerà in pratica ad oltranza in quanto nelle zone disastrate prima o poi ci sarà da dare il cambio alle unità che stanno attualmente operando e che non possono sostenere turni maggiori di dodici ore. Quindi la nostra è una attesa che definirei “fattiva” aspettando che la situazione si chiarisca ed a mano a mano che arrivano i dati di quella che è una grande tragedia»

Nel frattempo è giunta la direttiva all’ospedale civile “Madonna del Soccorso” di tenere a disposizione per eventuali trasferimenti dalle zone colpite i reparti di Ortopedia, Chirurgia e Rianimazione. Come puntualizza Giuseppe Petrone, direttore dell’Asur 12: «Se un evento del genere dovesse verificarsi sapremo essere all’altezza nonostante le difficoltà di genere strutturale nel quale ci troviamo per il cantiere in corso». 

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