SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo che il presidente della Provincia Massimo Rossi ha ritirato le deleghe assessorili al suo vice Emidio Mandozzi, sancendo l’acme della guerra in corso fra Rifondazione Comunista e Partito Democratico, il coordinatore comunale del Pd Felice Gregori lancia dure critiche: «L’ostilità personale del presidente Rossi ha travalicato il senso della responsabilità, privandoci del vice Presidente con delega al lavoro e dimostrando così un atto di personalismo e presidenzialismo davvero inquietante».

Per Gregori appaiono stupefacenti le motivazioni addotte dal presidente Rossi, che si trovava a governare la Provincia in questi due ultimi mesi di mandato avendo formalmente come vice quel politico, Mandozzi appunto, che rappresenta la candidatura del Pd e un forte propulsore di critiche verso questi cinque anni di amministrazione.

«Non è una revoca “ad personam” ma in realtà lo è nei confronti del maggior partito che ha sostenuto con forza e passione Rossi nelle precedenti elezioni provinciali e condiviso un percorso di cinque anni. Ma in questi anni qualche problema il presidente Rossi deve averlo creato – prosegue Rossi – se oggi la maggior parte dei partiti che lo hanno appoggiato, e non solo il Pd, hanno preso le distanze da lui; comprendiamo che non sia da tutti riuscire a reggere in modo equilibrato alle critiche che vogliono essere costruttive e che devono necessariamente verificarsi all’interno di una coalizione, ma non ci si aspettava che provocassero una tale, sconsiderata, caduta di stile».

Gregori aggiunge: «Non sarebbe stato più opportuno cercare di capire quali siano state le motivazioni che hanno indotto un partito grande come il Pd a scegliere un altro percorso, piuttosto che non perdere occasione di screditarlo persino nelle feste dell’Unità dove è stato ospite?».
LE PRIMARIE Gregori se la prende con chi sostiene che le primarie interne al Pd che hanno incoronato Mandozzi come sfidante di Rossi e Celani siano state “false” in quanto prive di veri candidati. «Ricordiamo che alle primarie ha poi fortemente rifiutato di partecipare il presidente Rossi. Se il presidente è il paladino del popolo e della partecipazione, quale timore poteva avere delle primarie?». E poi adduce come motivo di sostegno alle primarie di coalizione il fatto che ci sono stati casi in Italia nei quali ha vinto il candidato della sinistra estrema.
«Il sindaco Gaspari – conclude Gregori – è stato accusato di “ennesimi attacchi strumentali e personali” solo perché aveva socializzato alcune sue perplessità sulle scelte promosse da Rossi in ambito turistico e ambientale. Forse il locale Prc dovrebbe approfondire meglio le posizioni al proprio interno. Apprezziamo molto la posizione equilibrata e responsabile dell’assessore Capriotti, per la scelta di rimanere in carica soprattutto in un momento così difficile per l’economia locale».

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