Da Riviera Oggi n.769

 

MARTINSICURO – Controllo del territorio, collaborazione tra Comune e Forze dell’Ordine, contrasto allo spaccio e prevenzione all’uso di sostanze stupefacenti tra i più giovani: questi gli interventi principali da effettuare in città per contrastare il dilagante fenomeno della tossicodipendenza. Marcello Monti, come presidente della Croce Verde di Villa Rosa e  come assessore con delega ai Servizi Sociali vive da anni molto da vicino la realtà della droga a Martinsicuro: «Sono convinto che la prevenzione sia più efficace della repressione. Parlo di agire sui ragazzi in età scolare con una massiccia campagna di sensibilizzazione contro l’uso di sostanze stupefacenti. Ecco perché sto pensando ad una serie di iniziative da avviare proprio negli istituti scolastici truentini».

Monti infatti, in accordo con Giuseppe Di Giminiani, dirigete del Sert di Nereto – che si occupa dell’assistenza e del recupero di persone tossicodipendenti – e con Ignazio Caputi dirigente della scuola media di Martinsicuro, sta organizzando alcuni incontri in cui verranno illustrati ai ragazzi delle scuole medie i pericoli derivanti dall’assunzione di droghe.

«Inoltre ho contattato la Comunità di San Patrignano – ha aggiunto – per fissare alcuni spettacoli teatrali da fare sempre nelle nostre scuole ad opera di una compagnia costituita da ex tossicodipendenti». E tra le intenzioni dell’assessore anche quella di avviare quanto prima un servizio di assistenza psicologica nelle scuole, di cui i ragazzi possano usufruire in caso di disagio e problemi relazionali, al fine di prevenire possibili devianze che possano sfociare nell’assunzione di droghe.

Attualmente Martinsicuro è il comune con un maggiore numero di casi di tossicodipendenti in cura al Sert di Nereto: circa 200 su 620 dell’intera Val Vibrata: tra questi non solo giovani ma anche persone di 45-50 anni, che si sottopongono quotidianamente a cure specifiche di disintossicazione e usufruiscono di assistenza psicologica.

In base ai dati sembra inoltre che in città ci sia stato un netto aumento di uso di cocaina rispetto alle sostanze iniettabili quali ad esempio l’eroina: «Questo perché – ha spiegato Monti – si  ha la falsa convinzione che la cocaina a differenza delle altre droghe non dia dipendenza». Una maggiore richiesta che ha comportato un calo dei prezzi delle singole dosi e che ne ha quindi incrementato lo spaccio.

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