ASCOLI PICENO – Con l’Operazione “Lazzaro” il  Comando dei Carabinieri di Ascoli Piceno hanno inflitto un durissimo colpo al mercato  della droga internazionale. Oltre al quella picena sono state interessate le province di Pescara, Milano, Bergamo, Biella, Imperia, Napoli e Palermo.

Tutto è iniziato alla prime ore di oggi, venerdì 3 aprile. Si è trattata di una azione vasta e complessa condotta da Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri del capoluogo Piceno. Per dare un’idea della sua ampiezza basti dire che sono stati impiegati 72 militari, 32 autoradio, 2 unità cinofile del Nucleo dei Carabinieri di Urbino, di un elicottero del 5° Nucleo Elicotteri di Falconara Marittima e con il supporto del Nucleo Investigativo di Trieste e delle Compagnie Carabinieri di Cossato (Biella), Biella, Corsico (Milano), Clusone (Bergamo), Treviglio (Bergamo), Gallarate (Varese), San Remo (Imperia), Pescara, Napoli – Rione Traiano, Trieste – Via Hermet e Carini (Palermo).

Nel corso dell’operazione è stata data esecuzione a 26 misure cautelari emesse dal G.I.P. del Tribunale di Ascoli Piceno, dottoressa Annalisa Gianfelice a carico di altrettante persone indagate per concorso in traffico internazionale di sostanze stupefacenti accertato dal mese di marzo al mese di novembre 2008. Il G.I.P. ha concordato con le acquisizioni investigative dei Carabinieri, che hanno documentato il commercio di decine di chili di cocaina e numerosi episodi di spaccio al dettaglio.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi in accoglimento della richiesta formulata dal dottor Adriano Crincoli, Procuratore della Repubblica, che ha diretto le indagini degli uomini dell’Arma. Per l’Italia essi riguardano 2 ascolani di 39 e 41 anni, due pescaresi di 29 e 32 anni, due napoletani di 39 e 53 anni, due milanesi di rispettivamente 52 e 66 anni, un bergamasco ed un portoghese di 31 e 62 anni ed un siciliano di 48anni.

Poi ci sono sette mandati di Arresto Europeo tra cui domenicani, colombiani e bergamaschi. Altri sei sono finiti agli arresti domiciliari tra i quali ascolani, marocchini, nigeriani. Mentre per un calabrese ed un siciliano sono scattate le misure dell’obbligo di dimora. L’operazione odierna rappresenta la fase conclusiva di un’ampia attività di indagine iniziata nel mese di marzo 2008 con l’arresto di un ascolano ed il sequestro di 200 grammi di cocaina che era custodita in un appartamento di Martinsicuro.

A seguito dell’accurata perquisizione dei locali, venivano rinvenuti e sottoposti al vaglio degli investigatori numerosi documenti. In particolare non sfuggiva all’attenzione degli operanti una scrittura privata, apparentemente insignificante, dalla quale risultava la locazione di un appartamento ad un soggetto siciliano.

Proprio il monitoraggio di quest’ultimo, unitamente all’analisi dettagliata del citato materiale documentale nella sua interezza, consentiva di avviare una consistente attività tecnica condotta congiuntamente a molteplici attività investigative tradizionali (soprattutto in Piemonte, Lombardia e Veneto), che permettevano di individuare due distinti canali di approvvigionamento della sostanza. Da entrambi i canali, che attraversavano la frontiera a Ventimiglia (Imperia), attingevano in concorso i 3 principali indagati che, a loro volta, rifornivano altri destinatari delle odierne misure alimentando lo spaccio di cocaina in Campania, Lombardia, Marche, Abruzzo e Sicilia.

Nonostante gli indagati si muovessero di continuo in Italia e all’estero, adottando tecniche di depistaggio molto accorte, i militari sono comunque riusciti a documentare il traffico di sostanze stupefacenti che ha consentito di emettere, tra l’altro, 7 Mandati di Arresto Europei, cosa mai accaduta nelle Marche.Durante un servizio di osservazione a Verona, relativo al citato filone sudamericano, i militari operanti intercettavano un furgone con targa straniera che risultava trasportare un ingente quantitativo di cocaina.

All’atto del controllo la sostanza risultava invece essere gesso. L’ipotesi è che in questo caso i narcotrafficanti hanno utilizzato tale espediente per verificare la presenza, senza correre rischi, di dispositivi di polizia sul territorio.

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