ASCOLI PICENO – «Comprendo il clima pre-elettorale, ma mi rammarico che il sindaco di San Benedetto abbia pronunciato certe frasi, muovendo accuse precise al modo di amministrare della Provincia»: il presidente Massimo Rossi risponde all’ex alleato Giovanni Gaspari, che si era espresso su di lui nell’incontro di lunedì scorso al Cinema delle Palme, con il candidato presidente del Pd.
«Non posso credere che il primo cittadino della maggior città turistica della Provincia possa veramente pensare che il turismo sambenedettese possa avere un futuro senza la valorizzazione piena delle risorse di tutto il territorio, compreso l’entroterra. Solo chi non riesce a vedere al di là del proprio naso o di particolari interessi, solo chi è chiuso in una visione localistica ancorata al passato e incapace di modernizzare, solo chi non sa che cosa accade nelle aree più avanzate d’Europa pensa che si possa uscire dalla crisi senza puntare sulle qualità complessive del territorio, sulla valorizzazione di ciò che abbiamo di meglio e di unico. Puntare su logiche particolaristiche, oltre ad esse inefficace, porterebbe all’ulteriore disgregazione del territorio» scrive Rossi.
«A farci riconoscere, a rendere il nostro territorio attrattivo non sono i quartieri anonimi e dequalificati di alcune aree costiere, non è la Torre dell’Agraria… Ad averne di tartufi! Sono infatti l’enogastronomia, la bellezza dei centri storici, il fascino del paesaggio, la diffusa offerta culturale ad averci portato su tutti i giornali nazionali grazie ad operazioni di marketing innovativo come “SaggiPaesaggi” (con eventi diffusi su tutto il territorio) o la rete dei “bike hotel2 (che sono al mare, in collina e in montagna) e a richiamare sempre più turisti – continua l’attuale presidente – Se la Provincia si conferma leader del turismo regionale, se la Riviera delle Palme ha fatto registrare tra 2007 e 2008 un incremento di 10 mila arrivi (di cui oltre 6 mila solo a S. Benedetto), non crede Gaspari che questa sia proprio la strada giusta?»
Ma Rossi non si ferma: «Se secondo lui abbiamo dimenticato la costa, non dovrebbe dimenticare i fondi Fesr serviti per giungere ad un passo dal varo del Parco Marino, per sostenere la raccolta differenziata. E come dimenticare le spese per la sede unica dell’Alberghiero, il sottopasso di via dell’Airone, per costruire il Palazzo del Lavoro, per l’ampliamento del Liceo Scientifico, per la messa a norma di tutte le scuole superiori, per aprire l’ostello al convitto Ipsia, per risanare la sopraelevata e via dicendo?»
Viene toccato anche un tasto dolente, la bretella collinare: «Tutti ricordano che quando si profilò, circa un anno fa, l’esclusione di tale opera dall’assegnazione dei fondi Fas, e rimasi solo a far sentire la voce del territorio in Regione. Altri, anteponendo la fedeltà al gruppo politico al dovere di rappresentare le richieste della popolazione amministrata, preferirono accodarsi al fuoco di sbarramento a difesa delle scelte di Ancona aperto dallo stato maggiore del Partito Democratico. Gaspari farebbe meglio a riflettere prima di prestarsi agli spot propagandistici della Regione che, appena due giorni fa, ha annunciato che sono disponibili 20 milioni dei fondi Fas per la bretella e che Comune e Provincia devono affrettare la progettazione. Parlo di spot perchè la delibera di Giunta regionale n. 490 del 23 marzo scorso, cioè di pochi giorni prima della discesa a San Benedetto di Spacca, che rimodula l’assegnazione dei fondi Fas, non fa alcuna menzione della bretella. Delle richieste reiterate dalla Provincia, restano il passaggio a livello di via Pasubio e l’elettrificazione della Ascoli – Porto d’Ascoli. Che comunque per il territorio di San Benedetto non sono poca cosa» è la constatazione dell’esponente di Rifondazione Comunista.
Per il presidente della Regione Spacca non è finita: «Forse si riferiva all’Intesa generale quadro stipulata tra Regione e Stato sulle opere pubbliche da finanziare prioritariamente: occorre sapere che nella prima bozza dell’Intesa del 23 febbraio la bretella di San Benedetto non c’era. Dietro le mie rimostranze a cui non mi pare ne siano seguite altre da chi doveva avere eguale interesse, l’opera è comparsa nella versione definitiva del 6 marzo sottoscritta da Spacca e Berlusconi. Purtroppo stiamo parlando non di fondi già spendibili, ma almeno c’è l’impegno nero su bianco del Governo che, ripeto, senza il pressing della Provincia probabilmente non ci sarebbe stato».
Si finisce, infine, anche a parlare di questioni più personali: «Non so cosa intenda il Sindaco quando mi attribuisce un “io smisurato”: chi mi conosce sa bene che da sempre il mio approccio ai problemi è opposto, che il confronto è la ragione della mia vita. Se però voleva dire che non mi accodo al gruppo dominante, che ignoro un certo clima intimidatorio e ricattatorio che aleggia in queste settimane contro chi canta fuori dal coro per denunciare le scelte penalizzanti per la mia comunità, anche se ciò significa prendersela con gli esponenti della coalizione, ebbene accetto l’offesa e la considero un complimento».

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