Province. Giusta l’iniziativa “Non serve, non voto” lanciata da Michele Bortoluzzi con un fondo sul Corriere della Sera del Veneto del 22 gennaio? Sinceramente avevo in testa da qualche giorno un DisAppunto del genere ma mi mancava l’ispirazione giusta e anche qualche dato in più. Dati che ho avuto modo di riordinare, ascoltando ieri sera la trasmissione radiofonica (Raiuno) Zapping.
Tutti dati sfavorevoli al mantenimento delle province con una proposta che mi riservo di giudicare, riflettendoci sopra: quella che le strutture provinciali potrebbero restare mentre sparirebbero le elezioni per eleggere i suoi rappresentanti, i quali sarebbero sostituiti dai sindaci dei comuni ad essa appartenenti.
Mi ha invece convinto in pieno, e la rilancio volentieri perché da alcuni anni noi siamo fautori di una massiccia operazione di fusioni, non semplici unioni, tra comuni.
Convincente anche la proposta di un esperto su Zapping con uno slogan più che significativo, addirittura matematico: 10-0-3000 e cioè dieci regioni, zero province, tremila comuni invece di 21-109-8000 quali sono oggi.
Ci metterei subito la firma nella speranza che si inizi a passare dalle chiacchiere ai fatti e che si abbandoni l’idea del ministro Brunetta di programmare nel tempo (5 anni) l’eliminazione (voluta dall’intero parlamento!), intanto, delle Province.
Chiudo con un mio slogan: se certi numeri diminuiranno, l’italia crescerà.
Grazie.

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