SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella “guerra delle provinciali” fino ad ora lui è l’unico che, in qualche modo, ha fatto un passo indietro, ritirando il proprio sostegno alla giunta Gaspari (il suo partito, però, Rifondazione Comunista, non ha ancora una posizione chiara, contribuendo vieppiù ad un suo strano isolamento politico).
Daniele Primavera non resta con la penna in mano e, a seguito delle dichiarazioni di Emidio Mandozzi, candidato del Pd alla Provincia di Ascoli, e del sindaco Gaspari, pronunciate lunedì sera al Cinema Calabresi nell’ambito dell’incontro tra Mandozzi e i propri sostenitori, ribatte punto per punto.
«A quanto pare il sindaco, il candidato Mandozzi e il Pd continuano a lanciare frasi a caso. Da quanto riportato dai giornali sembra che, ancora una volta, si sia deciso di stroncare l’operato di Rossi. “Il nostro avversario non è Rossi, ma Celani”, sentenziano mentre attaccano l’amministrazione provinciale in carica. L’aspetto tragicomico è che lo facciano contestando la gestione delle politiche del lavoro (in mano, ancora oggi, allo stesso Mandozzi) e di quelle dell’urbanistica (affidate al candidato sindaco Pd per Ascoli Antonio Canzian). Se queste sono le argomentazioni della loro campagna elettorale, il comitato per Rossi può dormire sonni tranquilli» scrive il giovane consigliere.
«Dispiace poi che il sindaco di San Benedetto, sostenendo la contrapposizione tra costa ed entroterra nelle politiche turistiche, non abbia capito nulla – ma proprio nulla – del futuro del turismo piceno e sambenedettese; a meno che non sia contento di tenere aperti gli alberghi solo a luglio e agosto, per vederli via via smantellare sotto il peso della speculazione. O il turismo sarà integrato nel territorio e destagionalizzato, senza queste logiche di contrapposizione che ricordano altri periodi della storia, o per noi non ci sarà futuro. Speriamo che anche quelle siano, come tante altre da parte di un sindaco continuamente tirato per la giacca dagli amici, solo parole al vento lanciate nella speranza di catturare qualche benevolenza di campanile in vista le elezioni, e non il segno di come continuerà il suo mandato amministrativo» è la sarcastica conclusione di Primavera.

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