SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel Comune rivierasco la spesa pro capite per gli incarichi di consulenza esterna affidati dal Comune è la più alta delle Marche. A lanciare l’allarme è il consigliere comunale del Popolo delle Libertà Bruno Gabrielli. «Assistiamo a un vero e proprio sperpero di denaro pubblico. Il problema non sta negli uffici del Comune e in una loro presunta non sufficiente preparazione, perché con l’amministrazione comunale di centrodestra le opere pubbliche si facevano. Il problema sta nel manico, sta in chi governa, che con queste spese pazze rischia di ingessare il bilancio comunale per i prossimi trenta anni».
Da dove viene questo allarme? Gabrielli mostra la delibera numero 7 della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, depositata il 25 febbraio scorso. L’istruttoria dei magistrati contabili ha messo sotto la lente di osservazione le modalità con cui venti enti comunali marchigiani affidano incarichi di consulenza esterna per studi e ricerche. Fra questi enti sono stati analizzati anche i dati relativi ai dieci comuni con più di 30 mila abitanti.
A San Benedetto, nel 2007, sono usciti dalle casse di viale De Gasperi 219.361 euro per questa voce di spesa. A questi vanno aggiunti i 100 mila euro di finanziamento della Carisap per la progettazione del completamento della bretella collinare, compiuta dall’Università Politecnica delle Marche.
Nel dettaglio, la Corte dei Conti segnala che l’incarico dato al professor Daniele Donati per la redazione del nuovo regolamento del consiglio comunale e dello statuto comunale (13mila euro di spesa) sarebbe rientrato nelle ordinarie competenze dell’ente e avrebbe potuto occuparsene il segretario generale. Il Comune si è difeso adducendo il fatto che in quel periodo il segretario generale era stato impegnato su altri fronti di lavoro, anche per via della profonda riorganizzazione degli uffici comunali allora in corso.
Per la nota “riforma degli uffici” affidata a Giovanni Xilo (spesa totale 50.400 euro) la Corte segnala che la materia rientrava nelle competenze ordinarie del Comune, che non è stata fatta una procedura selettiva per l’affidamento e che non è stata fatta una verifica dei benefici conseguenti.
Per quel che riguarda il nuovo Piano Regolatore e l’incarico affidato all’architetto Luigina Zazio, (60 mila euro di spesa totale) il Comune si è difeso motivando la scelta con l’attività di alta specializzazione della professionista, vagliando lo stato del mercato e la congruità del prezzo. Tuttavia, come per l’incarico a Donati, la Corte ha rilevato che non sono state fatte le relative valutazioni da parte del collegio dei revisori dei conti.

Incrociando i dati della Corte dei Conti con i dati della ragioneria del Comune sulla spesa corrente dell’ente, Gabrielli poi espone questi dati: «Rispetto al 2006, le spese per incarichi e consulenze sostenute nel 2007 sono aumentate del 142%. Rispetto al 2004, invece, l’incremento è del 300%. Anche sul fronte della spesa corrente ci sono grossi aumenti. Ai 44 milioni di euro del 2008 si contrappongono i 42 milioni del 2007 e i 38 milioni del 2006».
Per quanto riguarda la spesa pro capite sul totale dei residenti, considerando la divisione dei 219.361 euro per i 45.054 residenti esce fuori la cifra di 4,87 euro. «La cifra pro capite più alta, seguita dai 4,65 euro di Jesi e dai 4,14 euro di Pesaro. Ma Jesi ha 39.224 abitanti, mentre Pesaro con quasi il doppio della popolazione ha una spesa totale in incarichi e consulenze che ammonta a 377mila euro».

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