GROTTAMMARE – Nella mattinata di sabato 28 marzo, l’occhio è stato attirato da tre fogli A4, attaccati con il nastro adesivo su un albero all’angolo della strada fra il Comune e la scuola elementare Speranza. Una copertina, con la foto di una donna che mette in sottomissione un uomo e le due frasi, riprese dagli slogan per la festa della donna e volti al maschile: «Chi umilia un uomo non è una donna».

Singolare, ma rispettabilissima, la protesta di questo che si presume sia un papà, che mette il punto sul rispetto dei diritti anche dell’uomo, nel particolare di quei papà che spesso – ad esempio – non riescono a tenere con sé i figli dopo una separazione.

L’uomo, nel volantino, infatti afferma che «8 marzo? Anche l’uomo ha diritto di essere rispettato. Per la festa della donna abbiamo visto in televisione, sui giornali tantissima attenzione per i diritti delle donne. E per la festa del papà? Nessuno ha parlato dei diritti di un padre, siamo oscurati dal femminismo», è il sunto delle due pagine scritte fitte a computer.

È possibile supporre vista la posizione del volantino, posizionato in maniera da essere visibile alle mamme che vanno a prendere a scuola i propri figli, che l’uomo – o gli uomini, vista la firma “Comitato per la difesa dei diritti dell’uomo” – abbia avuto qualche problema proprio per quanto riguarda il diritto di essere padre. Di certo la posizione è strategica, poichè proprio alla sinistra dei volantini, sulla facciata del Comune, campeggia il manifesto regionale per la festa della donna.
Sono molte le discussioni che l’8 marzo – ormai una festa puramente commerciale – porta, una festa che effettivamente dovrebbe esserci tutto l’anno per la donna. Ma anche per l’uomo, perchè i diritti sono di tutti.

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