SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Entro il 2011 la partenza dei lavori di messa in sicurezza idraulica, e poi la riqualificazione del tratto urbano e della foce. Il sogno di un Albula più decente è così: i tempi sono lunghi e dilatati, le problematiche più complesse di quel che sembra. I risultati, ancora, di là da venire.

La questione Albula vive in queste settimane delle fasi importanti. Ricordiamo che per una delle “grandi opere” da tempo sognate in città ci sono a disposizione più di 4 milioni di euro, finanziati a suo tempo dal governo Berlusconi II (2,4 milioni su proposta dell’allora senatore Udc Ciccanti) e dal Consorzio di Bonifica Aso-Tenna-Tronto.

ESPROPRI Capitolo messa in sicurezza idraulica. I tecnici della Idroprogetti di Firenze hanno pronto un elaborato preliminare sul sistema di casse di laminazione che permetteranno di disperdere a monte su terreni agricoli invasabili le piene del torrente, rare ma considerevoli.
Occorrono alcuni espropri. Su suggerimento del segretario generale del Comune Serafina Camastra, si userà lo strumento dell’Ufficio associato di espropriazione fra i quattro Comuni interessati (San Benedetto, Grottammare, Acquaviva, Ripatransone).
Considerando il tempo per le osservazioni dei proprietari terrieri e per le controdeduzioni del Comune, le ratificazioni nei vari consigli comunali, l’arrivo dell’iter al progetto esecutivo, il bando di gara per i lavori, «nei primi mesi del 2010 contiamo di far partire i lavori», dice l’assessore Leo Sestri. Sperando non vi siano intoppi legali e ricorsi legati agli espropri.

DA PONTEROTTO ALLA FOCE Un anno, il 2010, che presumibilmente scorrerà per l‘avvenuta messa in sicurezza idraulica. Il 2011, ultimo anno del mandato di Giovanni Gaspari, potrà vedere l’inizio dei lavori più attesi e appariscenti, quelli sul tratto urbano.
I due milioni e mezzo di euro disponibili dovranno coprire lavori di abbellimento fin dal quartiere Ponterotto, dichiara Sestri. Nei mesi scorsi un consigliere comunale del Pd, Sergio Pezzuoli, alzò la voce pubblicamente in tal senso e la maggioranza pare che non voglia deluderlo.
C’è un progetto preliminare di cui parlammo l’estate scorsa (leggi qui) ma è ampiamente modificabile secondo le indicazioni politiche della maggioranza. Non si sbaglia a dire che venne fatto realizzare dall’architetto Farnush più che altro per dimostrare allo Stato di non rimanere con le mani in mano evitando così eventuali decreti di ritiro del finanziamento.
Sestri conferma: «Sicuramente il nostro indirizzo è quello di sviluppare delle piste ciclabili lungo l’Albula. Per quanto riguarda eventuali parcheggi laterali, non dimentichiamo che la nostra politica della viabilità vuole le auto fuori dal centro. Molti parcheggi sul torrente incentiverebbero le auto a venire in centro, perciò tendiamo a considerare l’ipotesi posti auto con moderazione, magari solo per i residenti».
La famosa rinaturalizzazione dell’alveo? Si farà, ma per ora rimane un esercizio di progettazione sul tavolo dell’architetto comunale. Per arrivare a progetti definitivi, oltre che la discussione politica, occorre attendere i lavori sul torrente a monte.

Poi c’è l’annosa questione dell’incrocio fra statale adriatica e via Manara. Lì secondo il responso dei tecnici non ci sarebbe lo spazio adeguato per una rotatoria. «La questione rotatoria va valutata – asserisce però Sestri – non solo per il traffico ma anche per una migliore immagine della zona».
A breve, conferma l’esponente socialista, si riparlerà dell’aspetto estetico da dare all’Albula in seno alla commissione Lavori Pubblici.

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