SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gianni Tormenti e Giovanni Gaspari in diretta web ore 17

GIANNI TORMENTI Momento particolare della società della Samb. Non ci saranno domande e risposte.Leggo ora un comunicato da noi scritto poco fa.

TRE ANNI DI SOLITUDINE

I Tormenti sono un flop. Come ci viene ripetuto in continuazione, da tre anni e da più parti, l’unico e vero problema della Samb Calcio sono coloro che ne detengono per intero il possesso, l’unico ed il vero problema della Samb Calcio è la famiglia Tormenti. Nel giugno 2006 abbiamo rilevato una società la cui situazione finanziaria e logistica e organizzativa era a dir poco disastrosa, per usare un eufemismo. 

Come più volte abbiamo dichiarato, il progetto Samb sarebbe decollato con successo soltanto attraverso l’azione sinergica delle componenti sociali della città, ossia la politica, l’imprenditoria locale e la tifoseria. Ciò non è avvenuto. 

Durante questi tre anni in cui ci siamo prodigati, con passione e dedizione, sostenendone per intero l’onere finanziario, per la realizzazione di un programma, abbiamo assistito al progressivo defilarsi di tutti coloro ai quali ci siamo rivolti per ottenere una collaborazione costruttiva. Abbiamo pagato un alto prezzo in termini economici ed affettivi, poiché le nostre vite e quelle delle nostre famiglie, che ci hanno compreso e sopportato, hanno ruotato, per tre anni, attorno ad un unico fulcro: la squadra di calcio di San Benedetto del Tronto.

Non pretendevamo petali di rose al nostro passaggio, ma non ci aspettavamo neanche che nostra madre divenisse bersaglio di epiteti che non staremo ora a ripetere ma che riteniamo specchio dell’animo incivile di chi li ha pronunciati. Prendiamo atto di non essere più graditi alla guida della Samb, forse non lo siamo mai stati. Ciò, a nostro parere, è dovuto ad ingiustificati motivi legati a false informazioni e a pregiudizi irrazionali, mai dettati dai ragionamenti logici basati su fatti tangibili e notizie veritiere. La città ha abbandonato la Samb molto prima che la squadra si ritrovasse nell’attuale situazione di classifica.

A questo punto, con dolore e profondo rammarico, non ci resta che farci da parte. La famiglia Tormenti, pur restandone l’unica proprietaria, da oggi in poi si disinteresserà totalmente della gestione della società. Non abbiamo più intenzione di gettare il nostro denaro in una impresa che ha scaraventato le nostre famiglie in un vortice insensato di insulti, e, cosa ancora più grave, di continua apprensione per l’incolumità personale.

Non sborseremo più alcun euro nella gestione della società, per nessun motivo

Dichiariamo, quindi, che alla fine di questo campionato, quale che sia il risultato sportivo – mantenimento della categoria o retrocessione – NON ISCRIVEREMO LA SQUADRA AD ALCUN CAMPIONATO PROFESSIONISTICO

I vostri “Tormenti” sono finiti.
Siamo in attesa di ricevere il comunicato stampa scritto da Tormenti in cui annunciava di lasciare la Samb, di non spendere più per la società e di non iscriverla a nessun campionato nel caso questa estate fossero ancora proprietari. Tra i motivi: l’abbandono della politica e dell’imprenditoria locale, la rottura e le offese della tifoseria anche alla loro madre e alle famiglie.
Gaspari: Siamo in una situazione che se fossi venuto con qualche idea significherebbe di concordare il comunicato letto, ho ascoltato le vostre stesse parole. Da tifoso, dico che la strada diventa in salita. Spero che in uno sforzo si possa continuare si possano disputare i play out e cercando di venirne fuori. Nelle prossime ore parlerò con la famiglia Tormenti per cercare di capire quello che è possibile fare e come possiamo intervenire. Ho più di 50 anni, e devo dire che di perentorio e definitivo, oltre la morte, c’è poco, nonostante le parole di Tormenti. Stamattina avevo avuto un colloquio sereno con Marcello Tormenti in cui c’eravamo accordati per fare il manto sintetico al Campo Europa. Vedremo, la famiglia Tormenti è fatta di persone serie.

Può darsi anche che questo sia un modo per dare la scossa alla società.

Sono contento perché fare il sindaco è una esperienza straordinaria. Io oggi sono stato invitato e lo ringrazio dell’invito e del problema posto di fronte alla città. Penso che Tormenti abbia voluto mettere davanti a tutti il problema. Lui ha esordito con una parola che dovrebbe far riflettere, al di là delle valutazioni: “la famiglia Tormenti ha agito sempre in solitudine”. Ripeto, stamattina mi sono incontrato ma non se ne è detto nulla di questa cosa. Non ho da dire nulla al presidente per ora, abbiamo iniziato assieme nel 2006, ma adesso non ci lanciamo in questioni che poi possono cambiare.

Se il presidente Tormenti avesse avuto intenzione di chiudere la porta non mi avrebbe mandato un telegramma per dire di venire qui. Io penso che sia stato un grido disperato. Poche settimane fa abbiamo firmato la convenzione. Una richiesta di aiuto? Non lo so, adesso parleremo. La Samb è patrimonio di questa città, faremo il possibile.

Come voi ho ascoltato le parole di Tormenti, a vostra differenza voi le scrivete e io ho un problema in più da risolvere. Se tra Samb e Comune non c’è stato buon sangue? Da un punto di vista giuridico tra i compiti istituzionali del Comune non c’è quello di aiutare la squadra di calcio. Poi, naturalmente, cercheremo di agire.

Io non sono mai stato uno spettatore passivo della vicenda Samb. Potrei sentire i Tormenti forse domani mattina. Ci sarà da fare un lavoro sotto traccia. Mi è sembrato un grido d’aiuto. Io penso che il mondo del calcio negli ultimi anni è risultato “drogato” per gli stipendi e tutto quello che gira intorno. Gli imprenditori locali fanno le loro scelte, l’unica cosa certa è che la contropartita non è la speculazione edilizia, su questo le porte sono chiuse. Per il resto sono rapporti che spettano alla classe imprenditrice. Prematuro ora parlarne, forse alcune cose sono partite, altre erano in corso, nel corso di questi tre anni ci sono stati sicuramente tanti contatti con i Tormenti, di alcuni ne ero a conoscenza. È nelle cose che ci possano essere interessamenti, ma è tutto credo fumoso. Io non sono mai stato un osservatore assente, c’è stata un’accelerazione brusca ma occorre ragionarci perché stamattina con Marcello Tormenti parlavo ancora del futuro.

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