dal settimanale Riviera Oggi numero 767
MONTEPRANDONE – Romano Speca, assessore al Bilancio, ha ottenuto alle passate elezioni comunali circa 120 preferenze, presentandosi nella lista dei Verdi anche se, ci tiene a precisare, si sente un ambientalista convinto ma non un uomo di partito. 54 anni, sposato con due figli universitari, è appassionato di fotografia. Le sue prime esperienze politiche furono come consigliere comunale dei Verdi a San Benedetto, in sostituzione di Pietro D’Angelo che nel 1995 fu eletto al Consiglio Regionale. Quella che sta per concludersi è la sua prima esperienza a Monteprandone.
Qual è il bilancio suo personale e del mandato del sindaco Menzietti?
«Sicuramente positivo, sia nel complesso dell’amministrazione, sia per quanto riguarda il mio settore, quello del Bilancio. Logicamente, non mancano gli aspetti da migliorare».
Ad esempio?
«Dobbiamo puntare ad una programmazione più precisa dell’agire amministrativo e occorre coinvolgere di più i partiti nelle nostre scelte. Purtroppo, con il fatto che molti assessori sono anche i referenti dei partiti, a volte questo tipo di comunicazione viene a mancare. Dobbiamo anche saper comunicare meglio con i cittadini, per metterli al corrente delle nostre azioni».
Di cosa è soddisfatto, in particolare?
«In cinque anni non abbiamo aumentato né tasse né tariffe, incrementando, invece, la qualità dei servizi comunali. Abbiamo abbattuto la quota capitale dei mutui passivi per 500 mila euro, e il nostro bilancio è ora sano e privo di indebitamenti. Potremmo anche spendere di più, se il Patto di Stabilità imposto dai Governi non ci obbligasse a non poter spendere in tempo utile anche i fondi a nostra completa disposizione. Ma forse qualcosa sta cambiando. Ricordo, poi, il cambio della società che riscuote i tributi: da Equitalia alla Soget, con sportello di riscossione a Centobuchi».
Quali, invece, i principali risultati della giunta Menzietti?
«Sono tanti e diversificati: citerei sicuramente la nuova Farmacia Comunale, uno dei nostri primi atti concreti, e di cui presto termineremo il fabbricato. Importante è stato aprire anche la delegazione municipale a Centobuchi, così come è in corso di ultimazione, sempre in questa zona, di un centro per anziani. Potrei proseguire ancora per molto: i lavori al campo sportivo e quelli in corso, le mense scolastiche nella scuola di Monteprandone e nell’istituto delle medie a Centobuchi, oltre che l’impegno già preso per rinnovare quella elementare. Abbiamo dato l’approvazione definitiva per la piscina. Senza parlare della viabilità».
Si parla da tempo del nuovo svincolo della superstrada…
«La prossima amministrazione comunale, qualunque essa sarà, avrà la possibilità di inaugurare importante opere viarie. Il nuovo svincolo consentirà al traffico pesante di non confluire più sulla Salaria. A Centobuchi, inoltre, verranno sistemate delle rotatorie che renderanno il traffico più fluido. Sempre qui, altre nuove arterie viarie completeranno la rete della comunicazione stradale».
I detrattori sostengono che gli ambientalisti sono sempre contrari alle nuove strade…
«Non è ovviamente così: ci sono opere necessarie per migliorare la vita delle persone, e, quando utili, le appoggiamo. Certo, alcune situazioni urbanistiche, determinate dal precedente Piano regolatore, non ci soddisfano, ma non possiamo negare ai legittimi proprietari di esercitare un proprio diritto acquisito… Per il futuro, però, occorrerà cambiare».
In che senso?
«La nuova edilizia dovrà avere soprattutto caratteri qualitativi. Siamo una cittadina che va verso i 12 mila abitanti, e non possiamo più permetterci gli scempi come quelli accaduti in passato a Centobuchi. Non siamo contrari agli accordi con i privati, ma soltanto se questi portassero più servizi ai cittadini: rilasciare il permesso di una cubatura in cambio di un parco giochi o di un’area verde, si può fare. Non dimentichiamo, inoltre, che sono state identificate due aree pubbliche per edilizia popolare».
Veniamo alle politiche ambientali: oltre alla viabilità, in cosa altro vi siete spesi?
«Da quindici giorni è attiva la nuova ricicleria, e raccogliamo anche il rifiuto umido. Sono iniziati inoltre i lavori per la pista ciclabile sul Tronto, da parte della Provincia e per cui abbiamo contribuito con 110 mila euro. Non è un compito facile, perché occorre costruire dei ponti sui tanti fossi che sfociano nel fiume, ma alla fine congiungerà la Sentina ad Ascoli. Riguardo il fotovoltaico, lo abbiamo impiantato sui tetti dei cimiteri, delle scuole; inoltre abbiamo ridotto gli oneri di urbanizzazione per le nuove abitazioni costruite in maniera eco-sostenibile».
Che idea ha, invece, del centro storico?
«Abbiamo previsto numerosi interventi di riqualificazione e ristrutturazione, oltre al parcheggio, di cui si parlava da 35 anni senza che nessuno lo realizzasse. Dobbiamo tutelare la sua architettura e il paesaggio circostante, in modo da farlo diventare un punto di incontri culturali ed eno-gastronomici, cosa che sta già avvenendo sia grazie alle iniziative del Comune (penso ai concerti o ai convegni, come l’ultimo su Enzo Biagi o quelli su San Giacomo) sia grazie ai privati (ad esempio con l’associazione “I Sapori del Piceno”».
Cosa pensa di ciò che è avvenuto di recente nel Pd?
«Non avrei mai pensato che il sindaco Menzietti non sarebbe stato ricandidato: in giunta abbiamo tutti lavorato senza il minimo attrito. Non entro nelle vicende interne del partito, che stanno comunque risolvendosi, ma, ad ogni modo, se si ripresenterà il centrosinistra compatto penso che mi ricandiderò».

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