SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Antonio Di Pietro è tornato per la terza volta all’interno del comune di San Benedetto del Tronto: la prima volta fu acclamato dal popolo con Perazzoli freddino accanto a lui, la seconda fu assediato dal popolo (sportivo e non) nell’affare Soldini, la terza volta (sabato scorso) è stato nuovamente applaudito da un gran numero di sambenedettesi che non mi aspettavo così numerosi. Quello che mi ha colpito di più però è stato il “servilismo” (si può dire così, si può dire) e gli occhi sgranati (tranne quelli interrogativi e un po’ assonnati, fors’anche meno ipocriti, di Gaspari) di rappresentanti Pd in odore di elezioni.
Se devo dire la mia, e la dico, certe manifestazioni di amore non mi sembrano sincere, in quanto quello che dice giornalmente Di Pietro è molto diverso da quello che dicono giornalmente i suoi colleghi politici che lo guardavano con entusiasmo e ammirazione. Perché? Mi sono chiesto. Perché, mi sono risposto, far vedere che pubblicamente si avvalora la linea di Di Pietro paga in termini di voti anti governativi. Per poi dire il contrario (o quasi), demonizzando il personaggio, in separata sede e anche nelle sedi di partito con frasi fatte per accontentare chi sta loro davanti che non hanno grande stima dell’ex Pm. Magari con queste parole: «Di Pietro è un povero illuso che pensa di rivoltare l’Italia con soluzioni utopiche quasi dittatoriali, noi del Pd, invece, guardiamo al concreto perché abbiamo un apparato superiore per cui i voti per noi non andrebbero sprecati, quelli per Di Pietro (magari mettendoci in mezzo un ipocrito “purtroppo”) sì». Insomma, più o meno, quello che dice dell’ex Pm il nemico Pdl. A proposito dell’ex magistrato ho registrato commenti a lui favorevoli o contrari ma nessuno mi spiega che cosa sarebbe l’italia, in questo momento, se lui non ci fosse. Il teatrino egoistico della politica continuerebbe (il lettore Girolami dice che la corruzione continua imperterrita e che Di Pietro non ha cambiato nulla. Da quando è l’opposizione a dettare le regole?) imperterrito tra i soliti noti a caccia di poltrone e tutto sarebbe molto meno trasparente. Lui, Travaglio, Santoro e altri almeno ci provano a scoperchiare qualche coperchio, quasi tutti gli altri fanno finta di niente.

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