PESCARA – Duecentoquattro metri quadri per una spesa mensile di 14mila e 400 euro (6.900 per l’affitto e 7.500 per la gestione): tanto costava il locale di Bucarest in cui era stato allestito lo show-room di prodotti agroalimentari abruzzesi.

Un’iniziativa avviata dalla precedente giunta regionale che nel corso degli anni sembrerebbe non aver avuto alcun ritorno economico, ragion per cui è stata sospesa dall’assessore all’agricoltura Mauro Febbo. «Abbiamo così cancellato – ha affermato l’assessore – un’altra pagina tutt’altro che edificante della gestione del precedente governo regionale. A suo tempo anche l’Ice (l’Istituto per il Commercio con l’Estero) aveva avanzato forti dubbi su una operazione caratterizzata fin da subito per la sua antieconomicità sia in relazione al costo dell’affitto, valutato almeno il doppio rispetto agli standard della zona di Bucarest in cui si trova, sia in considerazione della sua effettiva utilità, che è stata pressochè nulla. Mi chiedo ancora oggi come sia stato possibile pensare che questo show-room potesse davvero rappresentare una testa di ponte per lanciare l’agroalimentare abruzzese in un mercato come quello romeno che non brilla affatto per dinamismo e che è certamente poco adatto ad una penetrazione di prodotti di una certa qualità come quelli abruzzesi in una realtà dove lo stipendio medio non supera i 150 euro al mese».

Febbo inoltre critica anche la scelta della struttura, localizzata in un’area distante da tutte le zone commerciali della capitale romena.

«Ricordo ancora toni trionfalistici di quanti parlavano di visibilità internazionale, di eventi in grande stile, di servizi di qualità per le imprese abruzzesi ma – conclude l’assessore – sfido chiunque ad indicarmi il nome di una sola azienda che si sia avvalsa dei servizi di questo show-room e che abbia avuto riscontri positivi in termini di vendite in Romania».

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