dal settimanale Riviera Oggi numero 767
LA GRANDE MARCIA DI PAO TSE TUNG

Non si tratta di fare il tifo per un locale piuttosto che per un altro, sostenere quale sia il modo migliore di passare una serata, discutere su quale forma di politica giovanile dare a San Benedetto.
Ma se i proprietari del Pao riescono nell’intento di capeggiare una “grande marcia” dei gestori dei locali del divertimento, andrà loro dato atto di essere i fautori di una piccola rivoluzione culturale.
Già, perché magari le istituzioni cominceranno veramente a pensare a come regolamentare e promuovere quel vero “distretto del divertimento” che esiste nella zona nord del lungomare. Un distretto che esiste nei fatti e che andrebbe promosso in modo intelligente e serio.
Un motore dell’economia cittadina, indubbiamente, raggiungibile in bicicletta da chiunque abiti lungo la costa rivierasca, dislocato in un quartiere non residenziale ma comunque centrale, con il bacio gratificante della Natura benigna e dell’architettura riuscita.
Un’area da “vendere” per una immagine moderna della città e del suo mondo giovanile e anche di mezza età.
E allora, in tema di piani di spiaggia e norme di sicurezza, speriamo che senza eccessi, ma anche senza essere costretti a prendere l’auto per andare nelle discoteche del vicinato, il centesimo visitatore in deroga sia una nuova consapevolezza. Senza ipocriti moralismi e senza altrettanto urticanti iper affarismi, ma con un maturo riconoscimento del reale, di quanto esiste già. Un “centro storico del mare”, un “quartiere del divertimento”, regolamentato, godibile.

PROVINCIALMENTE NIENTE
Si vota per la Provincia e a destra e a sinistra si odono promesse, premesse, rassicurazioni, intenzioni. Il problema è che la Provincia, non gestendo fondi propri, non dispone direttamente di risorse economiche, ma li riceve dallo Stato e dalla Regione.
Perciò promettere l’arretramento dell’autostrada come fa Mandozzi per il Pd o inceneritori e campi da golf come ha fatto Celani sono ovviamente dichiarazioni elettoralistiche. Mere dichiarazioni d’intenti. Sarebbe più sincero affermare: «Vedremo se ci saranno le condizioni», «vedremo se ci daranno i fondi».
Insomma, la Provincia in fin dei conti può fare ben poco. Sicuramente non le grandi opere, per le quali deve attendere le distribuzioni di fondi dall’Europa alle Regioni, tramite lo Stato. E invece la campagna elettorale è iniziata da tutte e due le parti con dichiarazioni altisonanti e grossi progetti che, temiamo, rimarrebbero perlopiù sulla carta.

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