SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «C’era da aspettarselo». Questa la frase ricorrente nei corridoi dell’Ospedale civile “Madonna del Soccorso” riguardo al sopralluogo effettuato dal Nucleo Centrale dei Vigili del Fuoco di Ascoli Piceno che ha ingiunto al nosocomio di mettere a norme le misure antincendio rilevando gravi carenze in quasi tutte le strutture d’emergenza quali ascensori, infissi esterni, porte e uscite d’emergenza. Eppure i segnali premonitori c’erano tutti e molto forti.

Neanche sei mesi fa, il 25 settembre 2008, il Comandante dei Vigili del Fuoco, Felice Di Pardo, in una lettera indirizzata al sindaco ed al commissario dell’Ospedale “Mazzoni”  di Ascoli aveva dato alla struttura sanitaria trenta giorni di tempo per risanare tutte le carenze in materia antincendio, pena la chiusura, visto che la proroga era scaduta da tempo.

E visto che l’ospedale di San Benedetto, da quel lato, non versa certo in condizioni migliori aspettarsi che lo stesso sarebbe successo al nosocomio della Riviera era quanto meno scontato. La direzione sanitaria del nosocomio della Riviera si era in ogni caso premunita attivando l’iter per l’atto di appalto con allegata progettazione. Solo che la spesa di un milione e trecentomila euro, indispensabile per la realizzazione della messa a norma, giace ancora nei meandri dell’accordo di programma non ancora sottoscritto tra Stato e Regione.

Probabilmente, a questo punto, nella somma specificatamente indicata dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco non potrà essere inserito l’intervento che riguarda un “Adeguamento della cabina elettrica alla norma tecnica dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas secondo le disposizioni come al nr.247/04 del 28/1272004” per il quale l’Asur aveva richiesto un finanziamento a parte di 380 mila euro ma che la Regione, per tutta risposta, le aveva “permesso” di inserirla nella somma stanziata per l’ottenimento del CPI (Certificato Prevenzione Incendi).

A questo punto ci si chiede: l’adeguamento della cabina elettrica è parte inderogabile per l’ottenimento del CPI ? Se così fosse, mancherebbero all’appello le 380 mila euro richieste ma, di fatto, non riconosciute dalla Regione.

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