MARTINSICURO – L’adesione al Parco Marino del Piceno come strumento per impedire l’avvio delle perforazioni petrolifere lungo le coste teramane e la realizzazione della centrale nucleare alla Sentina: i Verdi di Martinsicuro chiedono al Comune truentino e a quello di Alba Adriatica di ritornare sui propri passi e di aderire al più presto all’istituzione del Parco, attraverso un documento ufficiale inviato anche alle Province di Teramo e di Ascoli, alle Regioni Abruzzo e Marche, al Ministero dell’Ambiente e al Parlamento Europeo.

«Il Parco Marino – spiegano Marco Foglia e Mario Viola –  è l’unica arma disposizione dei consigli comunali e delle popolazioni per la difesa del proprio territorio».

Alla conferenza stampa che l’associazione ha tenuto sul tema hanno partecipato anche Amedeo Corsi in rappresentanza degli operatori turistici, Franca Ferreri della Martinpescatori e Giuseppe Cordesco della Cooperativa Mareaperto per i pescatori truentini.

«Le perforazioni petrolifere qualora venissero avviate – ha proseguito Foglia – provocherebbero uno scempio ambientale e danni irreversibili sia al turismo che alla pesca locale e all’agricoltura. E’ inammissibile che decisioni che incidono sul tenore di vita dei cittadini vengano prese in maniera individualistica nelle sfere alte della politica senza un consulto popolare. Il Governo centrale ha provveduto a rilasciare le prime autorizzazioni per l’estrazione del petrolio, ma non si è degnato di consultare le popolazioni interessate e nemmeno i suoi rappresentanti istituzionali come i sindaci e i consiglieri».

A tal proposito i Verdi fanno appello alla convenzione di Arhus, firmata nel 98 dall’Unione Europea e che impedisce ad enti pubblici e privati di attuare interventi contro il territorio senza aver prima consultato la popolazione: « In base alla convenzione – spiega Viola – i cittadini devono essere consultati attraverso un referendum se le aree in cui risiedono sono interessate da interventi come ad esempio perforazioni petrolifere o la realizzazione di centrali nucleari. E il loro parere deve pesare sulle decisioni da prendere».

Nel documento pertanto l’associazione chiede ai due sindaci di Martinsicuro ed Alba di istituire, in occasione del referendum nazionale che si terrà a giugno prossimo, anche un referendum locale per consultare i cittadini sul tema.

Ma chiedono anche alle Regioni Marche e Abruzzo di utilizzare i fondi europei disponibili per interventi di bonifica integrale dei bacini contaminati del Tronto e del Vibrata, e la bonifica di alcuni tratti di fondali marini contaminati da rifiuti industriali scaricati da navi pirata.

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