SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gianni Tormenti si appresta a sedersi davanti ai microfoni della sala stampa quando arriva la notizia dell’incredibile vittoria del Venezia sul Novara maturata al 93’ ed al 94’ dell’incontro casalingo della squadra veneta che ora si trova a soli due lunghezze dalla Samb. Il presidente rossoblu, nonostante l’atmosfera non sia delle migliori si presenta teso ma determinato cercando di nascondere la delusione per una sconfitta del tutto immeritata.

Presidente, anche oggi è andata male mentre un pareggio sarebbe stato forse il risultato più giusto?

«Sicuramente. Dirò di più: che un pareggio ci sarebbe andato stretto. Ho visto la squadra reattiva, combattere con il coltello tra i denti. Forse qualcuno penserà di alzare bandiera bianca ma non certo io, l’allenatore e tutta la squadra. Dobbiamo continuare a lottare con tutte le nostre forze fino a che la matematica non ci condanni».

Lei in questi giorni ha avuto modo di parlare con i giocatori?

«Lo facciamo spesso da un po’ di tempo a questa parte. Ho trovato tutti motivati e decisi a lottare sinceramente per reagire contro tutto e tutti. E se continuiamo a giocare ed a lottare come abbiamo fatto fino ad ora ma in special modo come in questa partita contro la squadra più in forma del campionato devo, sono obbligato ad avere fiducia che ce la possiamo giocare fino all’ultimo»

Se la sente di commentare l’increscioso episodio che sabato mattina ha visto coinvolti tifosi e parte della società?

«Voglio solo dire questo: al punto in cui siamo non serve a nessuno continuare ad alimentare polemiche che non servono certo alla causa. Mi metto anche io dalla parte dei tifosi e posso capire che qualche animo sia esacerbato dalla situazione in cui versa la squadra. Colgo l’occasione per precisare che mio fratello Marcello non intendeva in alcun modo offendere l’intera tifoseria o tanto meno la città sportiva. Quello che è successo ritengo sia un episodio da deplorare da entrambe le parti ma circoscritto ad una ristretta cerchia di persone. Mai come ora serve stringerci tutti intorno a questi ragazzi ed a questi colori cercando di fare fronte unito, noi per primi»

Pensa di portare la squadra in ritiro. Tanto per ridare un po’ di serenità ai giocatori?

«Non ne vedo il bisogno. Se ci fosse, credetemi, non esiterei un attimo a farlo. Ma dai discorsi che ho avuto con i ragazzi e con l’allenatore ne ho ricevuto l’impressione che c’è una determinazione e una voglia di fare bene che è stata poi dimostrata nell’incontro di oggi. Credetemi: il Ravenna sarà molto felice di essersela cavata così a buon prezzo. Certo questo non ci risolve nulla ma ci aiuta a combattere fino alla fine. Ripeto: il sottoscritto, l’allenatore, la squadra e tutto lo staff di questa società è fermamente decisa a lottare fino a che la matematica non dica il contrario»

Non pensa che la salvezza senza i play-out sia ormai diventato un miraggio?

«Qui ci si deve impegnare fino allo spasimo, me per primo. Intanto mancano ancora delle partite da giocare. Se poi i numeri ci dovessero condannare a giocarcela nei play-out ci prepareremo ad affrontare anche quelli con lo stesso impegno con il quale ci apprestiamo ad affrontare la prossima partita»

Da rilevare che, a fine partita, fuori dai cancelli dello stadio uno sparuto gruppo di tifosi ha atteso l’uscita del pulmann della squadra rossoblu ma la contestazione, con qualche coro decisamente pesante, si è rivolta esclusivamente ad uno dei componenti la famiglia Tormenti.

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