SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quartiere Agraria, amministrazione comunale disposta a portare avanti anche senza la nota “Torre” una riqualificazione della zona popolare Santissima Annunziata.

Veniamo alle ultime cronache. In un clima a dir poco infuocato, venerdì sera presso la palestra “Sabatino D’Angelo” è andato in scena l’atteso faccia a faccia tra l’amministrazione comunale e  gli abitanti del quartiere Agraria. Al confronto hanno partecipato anche i giovani vincitori del progetto di riqualificazione – gli architetti Stefano Serafini, Eleonora Rogato, Maria Olympia Vakirtzi e l’ingegner Riccardo Planu – desiderosi di spiegare i vantaggi che, a loro avviso, quel corposo restyling comporterebbe alla zona.

Un piano che supplirebbe all’attuale assenza di opere di urbanizzazione, grazie alla nascita di un’area sportiva, un’area d’istruzione e un’area verde, che andrebbero poi a sommarsi all’asse commerciale e residenziale, alla creazione di una bretella di collegamento (capace di deviare il traffico pesante), alla valorizzazione degli orti e al riassetto della Piazza Rossa.

«L’idea di ammodernamento – spiega Serafini – è nata dopo un’attenta analisi sociologica. La zona in questione manca di cura e attenzione, di fognature adeguate, di attrattiva. A nord e ovest non possiede alcun collegamento con la Salaria. La gente tende di conseguenza ad uscire, mentre solo chi ci vive ha interesse ad entrarci. Ci siamo mossi seguendo una logica di qualità».

Ma, com’era prevedibile, la discussione si è immediatamente spostata sulla decisione di integrare il tutto con la costruzione del famigerato edificio di tredici piani. Un impianto che, secondo i residenti, degraderebbe il luogo, causando oltretutto un grave disagio – come la mancanza di luce – alle palazzine già esistenti attorno.

«La Torre – continua l’architetto – è pensata nell’ottica di un’estensione in altezza, anziché in larghezza. Inoltre, crediamo che in un quartiere così anonimo, una tale caratterizzazione possa fare bene».

Affermazioni queste, che hanno scatenato una prima rissa verbale: «Siamo d’accordo con la riqualificazione – urlano dalla platea – ma se siamo qui è solo perché non vogliamo quella specie di grattacielo. La cosa che ci ha più deluso è che il progetto con la Torre si sia imposto su uno che invece non la metteva in preventivo. Sarebbe stato più democratico se fra le molteplici ipotesi, aveste fatto scegliere a noi quella più consona». Una dose rincarata dalla signora Pezza: «Pretendiamo una sistemazione delle strade, della segnaletica, nient’altro. Comprai casa all’Agraria anni fa, proprio perché era un posto tranquillo, isolato».

E, di fronte a così tanta avversione, anche il sindaco Giovanni Gaspari ad un certo punto cede: «Non me ne vogliano questi giovani ragazzi, ma forse potremmo vedere se il loro disegno è lo stesso concretizzabile eliminando l’edificio della discordia. Se questo progetto proprio non lo metabolizzate, vorrà dire che ci tireremo indietro e realizzeremo un qualcosa che vi sia congeniale. Non ho mai pensato di ricattarvi; non ho mai detto “O la Torre oppure niente riqualificazione”. Spero di incontrarvi di nuovo, per discutere uno “schizzo” alternativo».

Un’altra riunione dunque, che tutti auspicano avvenga con meno tensione verbale.

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