SAN BENEDETTO DEL TRONTO-  Dipendenze. E’ stato questo il tema del quarto appuntamento di “A cena con il socio” che si svolge come ormai di consueto presso il ristorante “Il Pescatore”.

A fare gli onori di casa, giovedì 19 marzo, il presidente della Pro Loco Marco Calvaresi. Ospiti della serata due fra i massimi esperti in materia: il Sostituto Procuratore Ettore Picardi ed il dottor Claudio Cacaci, medico legale e direttore del Sert che ha la sua sede in un comparto distaccato al “Madonna del Soccorso”.  Cosa scatena la dipendenza da droghe ed alcool? Ci sono sintomi o segni premonitori? Lo Stato interviene in modo efficace? Ed infine, come è la situazione nel comprensorio dei 14 comuni facenti capo alla Asur 12?

Al primo quesito, stando ai due professionisti del settore, è quasi impossibile rispondere. Spesso e volentieri, per dirla in gergo, sono le “cattive compagnie” a fare da sirene. Quindi da parte di entrambi gli ospiti un invito ai genitori a “monitorare” il più possibile le frequentazioni dei figli sia per quanto riguarda le droghe che l’abuso dell’alcool. «Quest’ultimo è un pericolo molto più insidioso – precisa Cacaci – perché non soggetto a restrizioni legali e bere un bicchierino non fa male a nessuno. Invece l’alcool genera una dipendenza molto più devastante di qualsiasi droga. Un esempio per tutti: non si muore per astinenza da eroina mentre questo succede per quella legata all’etilene»

Così come è difficile stabilire le cause per le quali si inizia a bere o a drogarsi altrettanto difficile è accorgersi se qualcuno è sulla china pericolosa delle dipendenza: «Anche perché al giorno d’oggi – rileva Picardi- l’assunzione di droghe non è più considerata come una vera e propria dannazione ma ha quasi assunto uno status simbol dell’intera società in modo trasversale». Lo Stato ha cercato per anni di usare sia il bastone che la carota con leggi dalla severità altalenante senza raggiungere risultati significativi.

«Non per nulla- aggiunge Cacaci- nel solo anno 2008 sono state aperte al Sert cento nuove cartelle di altrettanti casi. E quando arrivano da noi in genere il danno maggiore è già stato fatto. Se ci sono casi risolti? Senza peccare di pessimismo la maggior parte vengono purtroppo chiusi dal decesso della persona in cura».  Tornando all’alcool pochi luoghi pubblici si attengno al divieto di servire alcoolici e superalcoolici a minori di 16 anni. «Con conseguenze devastanti- insiste Cacaci- in quanto a quella età, specie per i minori di sesso femminile, non si posseggono gli enzimi necessari a metabolizzare gli effetti dell’alcool»

Infine un individuo su cento nel nostro comprensorio medico è “dipendente dichiarato”. Poi ci sono quelli che, invece di rivolgersi alle istituzioni preposte preferiscono, per paura o per vergogna, il “fai da te”. Per cui la percentuale è sicuramente più alta. Attualmente sono circa 1.500 i casi ufficiali in cura presso il SeRt su una popolazione complessiva di 100 mila abitanti dislocati nei comuni dell’Asur 12.

«Il problema della tossicodipendenza- annuncia Calvaresi- è un fenomeno sempre più esteso nel nostro territorio. Pertanto, come Pro Loco, sentiamo il bisogno ed il dovere di organizzare quanto prima un convegno in merito per cercare di sensibilizzare le famiglie»

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