SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «I Prusst? Il consiglio comunale durante il mio mandato non ha mai assunto orientamenti diversi da quelli assunti dalla giunta Martinelli. Su questo caso di politica urbanistica abbiamo scelto la linea della continuità amministrativa».
In Consiglio comunale il sindaco Gaspari torna a parlare dei Prusst, i nove Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio che avrebbero dovuto cambiare il volto della città negli anni ’90 e che poi la giunta Martinelli di centrodestra aveva deciso di non approvare definitivamente. Una decisione che poi venne censurata dal Tar Marche con una sentenza che annullò la delibera del Consiglio comunale del 2002.
Ma il Tar non parlò di un eventuale risarcimento danni da parte del Comune a vantaggio del Consorzio imprese edili picene, che aveva proposto alcuni dei nove progetti: e che dopo l’annullamento aveva chiesto danni per 80 milioni di euro. Il risarcimento non venne accordato, perché secondo il giudice amministrativo andava specificato il presunto danno patito da ogni singola impresa partecipante al consorzio.
Il consigliere del Partito Repubblicano-Lista Martinelli Antonio Felicetti ha chiesto lumi al sindaco sugli sviluppi della vicenda, dato che negli ultimi mesi erano circolate voci su un presunto “ritorno alla carica” da parte degli imprenditori edili.

Felicetti, componente della vecchia maggioranza Martinelli, ha sostenuto che con l’approvazione del Piano Regolatore elaborato dal consulente del Comune dell’epoca Piergiorgio Bellagamba si sarebbe data una programmazione unitaria all’urbanistica cittadina mettendosi alle spalle definitivamente la questione Prusst. «Inoltre voglio precisare a scanso di equivoci che il Tar con la sua pronuncia non disse al Comune che avrebbe dovuto riadottare i Prusst, ma solamente che la delibera di annullamento non era corretta per come era stata fatta».
Ora, anche se non si parla di risarcimenti milionari da parte del Comune, la questione sul terreno della giustizia amministrativa rimane aperta. Le imprese, ha affermato Gaspari, hanno scelto di portare la questione Prusst innanzi al Consiglio di Stato.
«Abbiamo gli strumenti idonei a far valere le ragioni del Comune in quella sede e abbiamo attivato il nostro consulente legale».

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