ASCOLI PICENO – Bufera alla Camera di Commercio: per la elezione del nuovo presidente si stanno aprendo profonde divisioni tra gli imprenditori della Provincia. Lunedì scorso, in un’assemblea, tutte le componenti imprenditoriali coinvolte hanno indicato in Adriano Federici il candidato unico. Una situazione che vede la contrarietà assoluta dell’imprenditore sambenedettese Leo Bollettini: «Si è consumato lunedì l’ultimo banchetto della “casta” di casa nostra? Forse. Ma io non ci sto».
Bollettini lamenta l’accordo di tutte le «responsabili» organizzazioni, «eccitate, smaniose e sorridenti già nei giorni precedenti. Pronte. Ma nulla sui principi dei nonni. Macché! Nulla sui sani modi d’un tempo. Una sola regola: non starne fuori. Eccetto chi non accetta compromessi».
L’imprenditore ortofrutticolo afferma di «non essere l’unico a temere questa situazione, perché ci sono diversi candidati che non si affacciano per paura di essere esclusi». Ma oltre che sulle persone, è sul metodo che Bollettini batte: «Tutti sono d’accordo e così non c’è nessuna discussione democratica».
«Gli imprenditori – continua Bollettini – non sono forse proprio loro i grandi assenti? Non sono loro che poi pagano il conto? Non sono poi i loro lavoratori che perdono il posto se la strategia generale non è stata pensata seriamente prima? Intanto i giochi li fanno gli altri che nulla sanno di cosa sia il lavoro. Non si sentono responsabili di non metterci la faccia? Bravi tutti (tanti!) infatti coloro che sanno, sparlano per regola dietro le spalle. Il pavido dalle nostre parti è la regola, si parla dietro, poi si scappa impauriti già solo per aver pensato o per la sensazione di avere un’ombra che si sente crescere vicino. Fortuna però che qualche importante e serio imprenditore in giro c’è!»
«Per il resto abbiamo di tutto. Politici che tramano il contrario di quello che fanno. Nulla fanno per il territorio. E tentano di piazzare il loro colpetto attraverso l’organizzazione amica. O altri che non s’accorgono di nulla e parteciapano ai convegni inconsciamente. Tutti che non si accorgono. Tutti distratti! Intanto la crisi dell’ascolano si fa più seria e tutti ne parlano, solo».
«Abbiamo ascolani che si spacciano per sambenedettesi. O sambenedettesi che fanno gli ascolani – affonda Bollettini – Tutto per convenienza. Chi rappresenta gli imprenditori. Chi non sa cosa sia essere imprenditori. Questo è quello che siamo. Poi spero non ci si lamenterà dell’accaduto. Intanto la bocca è ancora sporca per la scorpacciata, a base di quello spezzatino, a cui si è stati invitati. Nessuno ha il coraggio ammetterlo. Subito però tutti li vedi con le mani dietro per non farne vedere l’unto. La domanda rimane: ma se dal primo accordo il presidente sarebbe dovuto essere una persona proveniente dal manufatturiero, e direi, con responsabilità d’impresa, chi sarà? Io non lo vedo».

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