ASCOLI PICENO – Parole scolpite nel fuoco. La politica provinciale s’avvia verso quello che è il suo appuntamento democratico in un clima tutt’altro che rilassato. Perché, a destra come a sinistra, i vecchi amici hanno estratto metaforici coltelli che segnalano, semmai ce ne fosse bisogno, che il tradimento s’è compiuto. Ordinati per riga o per colonna, il risultato non cambia: l’Udc e il Pdl s’accapigliano, mentre tra Rifondazione e Pd e suoi satelliti siamo oramai ai divorzi con carte bollate. Ciccanti o Celani, Rossi o Mandozzi: valli a vedere, ora, stringersi le mani, come per anni, invece, erano usi.
Così le dichiarazioni dell’assessore alla Cultura Olimpia Gobbi (che intanto, assieme ad altri sostenitori, ha fondato il gruppo “Piceno al Massimo” che poi, a giugno, «confluirà in una lista civica a sostegno di Rossi») sul «sistema di potere dei partiti», sono il classico sale sulla ferita. Sentite: «Non siamo interessati al discorso degli schieramenti decisi nel chiuso delle segreterie: ci sono gruppi che utilizzano le bandierine di partito come vere patacche per coprire il vuoto di idee e di stile. Parliamo di oligarchi che sfruttano il peso e la dignità di storie rispettabili solo per il proprio potere personale».
Eppure Mandozzi, ancora adesso, non chiude la porta ad un accordo con Rifondazione.

«Noi, e i cittadini tutti, oramai siamo persone mature, non crediamo a questi giochetti. Mandozzi per anni, fino a qualche mese fa, nella veste di vicepresidente ha sostenuto tutti i passaggi della giunta Rossi, poi, all’improvviso, si è voluto candidare presidente, disconoscendo il lavoro precedente per motivi di potere. Ma scherziamo?»
Cosa si prefigge, allora, il movimento “Piceno al Massimo”?

«Vogliamo dare la continuità all’azione politica di Massimo Rossi, sostenendolo insieme alle altre liste che lo vorranno».
I Verdi però stanno con Mandozzi: forse si riferisce a Sinistra Democratica?
«Le logiche di schieramento non ci interessano più. Noi non facciamo antipolitica, ma vogliamo una buona politica, mentre quello che è accaduto nel Piceno è cattiva politica. Su cosa si accordano queste persone? Sui progetti? Sulle idee? Suvvia: siamo di fronte alle vecchie logiche, quelle degli assessorati da assegnare, delle trattative sottobanco. Noi vogliamo riaffermare i temi veri della politica, coscienti del malessere devastante che c’è anche dentro il Pd, e che per ora affiora appena. Ecco spiegato perché la destra, in questo Paese, è così dominante, ecco spiegata la mancanza di fiducia, la chiusura nel privato, la crisi che non sembra possa essere superata. Abbiamo bisogno di idee e progetti forti, e di persone coerenti che li mantengano nel tempo. Per questo stiamo con Massimo Rossi».

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