SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Ballarin non verrà demolito fino a quando non si conoscerà quale struttura prenderà il suo posto e quale ente ne curerà la realizzazione e la gestione.
Questo è un punto fermo del dibattito politico sul futuro del vecchio stadio, che registra nuove proposte riguardanti concorsi di idee per la scelta del progetto architettonico (proposta di Bruno Gabrielli, Pdl) e piscine olimpioniche da fare al posto dello stadio (Giuseppe Cappelli del Pd e Marco Lorenzetti dell’Udc).

Forse il rifiuto di demolire subito è l’unico punto fermo, visto che ancora non si riesce a venire a capo delle questioni giuridiche che mettono in dubbio la possibilità per una fondazione bancaria (la Fondazione Carisap) di partecipare a un bando pubblico indetto dal Comune, proprietario dell’area dopo la recente sdemanializzazione pagata 800mila euro su iniziativa dell’attuale amministrazione comunale. Allo stesso tempo, non si ha ancora chiarezza sulla possibilità di un eventuale affidamento diretto alla Fondazione bancaria con sede ad Ascoli, che come noto ha stabilito nei suoi piani pluriennali di interventi la volontà di operare un grosso investimento in un bene architettonico di sua proprietà nella Riviera delle Palme.

Quali sono i prossimi sviluppi politici della questione? Il sindaco Giovanni Gaspari risponde: «Entro aprile contiamo di portare all’attenzione del Consiglio comunale un atto di indirizzo che stabilisca esplicitamente il modo in cui il Comune intende proporsi ed eventualmente beneficiare dell’investimento di dieci milioni di euro previsto dalla Fondazione. Ovviamente proporremo il Ballarin come area di interesse».
E oltre alla zona, il documento conterrà delle indicazioni di massima che non sembra si discosteranno da quelle note da tempo: al posto del vecchio stadio il Comune desidera vedere una struttura polifunzionale che ospiti attività culturali, musicali e convegnistiche.
Lo strumento giuridico dovrebbe essere quello della concessione del Ballarin in diritto di superficie, in virtù del quale il Comune manterrebbe per la durata della concessione la proprietà della “nuda area”.

PROPOSTE E PARERI POLITICI Sul futuro del Ballarin ora è il momento della discussione e del dibattito fra il sindaco e i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Martedì pomeriggio c’è stato un incontro in sala consiliare.
Il sindaco ha riferito della proposta ricevuta da una ditta che si occupa di demolizioni. La ditta si è fatta avanti proponendo di svolgere le operazioni di demolizione del Ballarin per il prezzo di 400 mila euro. Il Comune ha ringraziato e declinato la proposta. Gaspari motiva così: «Un vuoto urbano nell’area Ballarin non è un nostro obiettivo. Tanto più che lo stadio viene usato per le partite di rugby e contiene locali dedicati alla Croce Verde e ai carri di Carnevale. Non siamo di fronte a una situazione come quella del vecchio mercato delle Erbe in via Montebello, dove c’era una copertura in eternit da smantellare con urgenza».
Per una volta opposizione e maggioranza concordano. Anche l’esponente di Forza Italia-Pdl Bruno Gabrielli nega l’opportunità di demolire “un pezzo di cuore della città” senza sapere cosa realizzare al suo posto.
Gabrielli ha proposto poi una fase di assegnazione dei lavori in due step. Prima un concorso di idee sul modello di quello svolto dal Comune per il quartiere Santissima Annunziata.«Servirebbe a reperire progettualità e idee sul cosa costruire al posto del Ballarin. Sarebbe anche più utile del concorso di idee dell’Agraria, usato per indorare la pillola di un progetto, quello della Torre, già approvato dall’amministrazione comunale».
Dopo la selezione di cinque idee progettuali, il consiglio comunale sceglierebbe il migliore. Poi, continua Gabrielli, si farebbe un bando europeo per la scelta del soggetto attuatore. «Non escluderei che si trovi qualche imprenditore disposto a un contratto di sponsorizzazione per la realizzazione di una grande opera. Non ho pregiudiziali verso la Fondazione Carisap, ma perché non coinvolgere il tessuto socio economico locale e anche internazionale?».
Fra i pareri emersi dalla riunione in municipio, registriamo quello dell’Italia dei Valori. Afferma Palma Del Zompo: «Prima di comprendere quale strumento giuridico si impiegherà, come facciamo a esprimere ipotesi progettuali? Di certo siamo d’accordo sul realizzare una struttura polifunzionale ma con valenze sportive, fruibile tutto l’anno, operando finalmente per la destagionalizzazione del turismo, che vada a braccetto con la riqualificazione del porto. Il bando? Certo, saremmo favorevoli, potremmo pure trovare un mecenate, un imprenditore disposto a realizzare l’opera senza fini di lucro, ma reputo poco credibile che poi questi sia disposto all’onere dei costi di gestione con una sponsorizzazione perpetua».
Da registrare anche la proposta dei consiglieri comunali Giuseppe Cappelli (Pd) e Marco Lorenzetti (Udc), che hanno proposto la realizzazione di una piscina olimpionica coperta.

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