SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bullismo, dispersione scolastica, emarginazione degli studenti stranieri. Spesso i mezzi di informazione sono conditi di storie ed episodi drammatici che riguardano l’universo adolescenziale in generale e la scuola in modo specifico. Ma non sempre è così. Non sempre l’energia esplosiva dell’adolescente sfocia in fenomeni di violenza, dei quali ancora una volta sono responsabili gli adulti, incapaci di contenere e convogliare diversamente questa enorme risorsa che sono le nuove generazioni. Esistono infatti programmi virtuosi in grado di coinvolgere i giovani in senso costruttivo e propositivo, rendendoli partecipi del tessuto sociale in cui vivono, a partire dai banchi di scuola. È il caso del progetto “Tutor fra pari”, promosso dal Centro di Ricerche Personaliste  Raïssa e Jacques Maritain, nella persona della dottoressa Giancarla Perotti. Rivolto a tutti gli Istituti di scuole secondarie di secondo livello, il programma ha l’obiettivo di formare la figura di “tutor” fra studenti italiani, stranieri e stranieri di seconda generazione e ha trovato il sostegno dell’Ambito Territoriale Sociale 21, dell’Assessorato alla Cultura e Istruzione della Provincia di Ascoli Piceno e della Fondazione Carisap.

Il programma si avvale di una équipe qualificata messa a disposizione dalla Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) di Milano e prevede un percorso di formazione che fornirà alle giovani figure coinvolte gli strumenti per consolidare le proprie conoscenze e metterle a servizio degli altri studenti. La cooperazione che ne deriva, fra tutor e tutee, l’assistito, è diretta e non mediata. In questo modo sono favoriti, da un lato, l’integrazione culturale, la consapevolezza e l’assunzione delle responsabilità verso l’attività di volontariato, il piacere dell’aggregazione, dall’altro si offre un sostegno didattico concreto, attraverso seminari, lezioni individuali e laboratori dove gli stessi studenti sono in rapporto orizzontale e paritario.

I futuri tutor, selezionati in base alle conoscenze delle varie discipline, hanno la possibilità di consolidare le proprie conoscenze, acquisire la capacità di riformulare tali conoscenze in contesti concettuali nuovi e guadagnare crediti formativi. Hanno risposto a questa proposta, che è contenuta nel progetto Intercultura della Provincia di Ascoli, i dirigenti scolastici di ben 14 istituti, fra cui il Liceo Scientifico “Rosetti”, con 8 studenti-tutor, uno studente per il Liceo Classico “Leopardi”, l’Ipsia, con cinque, l’Ipssar con uno e due per l’Istituto Commerciale “Capriotti”.

«Nel nostro territorio – afferma Antonio De Santis, coordinatore dell’Ambito Territoriale – nonostante i tempi brevi del progetto (per ora i finanziamenti sono confermati per un anno) si punta a raggiungere un risultato immediato». Perché enormi sono le difficoltà, anche burocratiche, che un progetto incontra, anche se l’investimento economico per l’operazione in questo caso è stato piuttosto basso.

«Si tratta di una novità (questa del tutoraggio fra coetanei) per il nostro territorio – puntualizza la dottoressa Simona Flamini dell’Ufficio Provinciale di Ascoli Piceno – è l’occasione per i ragazzi di mostrare ciò che riescono a creare di buono e positivo».

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