Da Riviera Oggi N° 767
E’ ormai chiaro che sta per finire un modo di fare politica. Un modo grazie al quale la militanza di partito, senza magari essere stato scelto, permetteva di salire su scranni importanti. Semplicemente perché, in separata sede, i cosiddetti vertici (corrispondenti agli anni di ilitanza e non alle capacità, eccezioni a parte) decidevano: «Adesso tocca a te, a te invece diamo quella presidenza, a te quella segreteria e così via»
Il tutto alla faccia degli elettori che erano solo numeri di “sempliciotti” che venivano imbottiti di proclami tipo: «La sinistra o la destra, la Dc o il Pci, Il Psi o il Pri rappresentano per te una fede, fai propaganda per il tuo partito sennò vincono gli altri e si fregano tutto».
Coscienti che in molti sarebbero caduti nella “trappola”, i cosiddetti militanti più anziani pronosticavano i risultati con certezza quasi matematica. Poi, ottenuto il risultato prefisso, magari iniziavano a fare comunella con i nemici avversari: il cosiddetto “inciucio”. Insomma, dopo il danno la beffa.
Secondo me, grazie in particolare ad Internet, le cose sono cambiate o stanno cambiando ma, evidentemente i soliti noti o non se sono accorti, o vogliono raccogliere le ultime briciole.
La fame di potere (ma forse la parola più giusta è fame di poltrone) li sta addirittura facendo diventare autolesionisti, tanto da dilapidare (in questo caso il centro sinistra piceno) una probabilissima vittoria con il replay di Massimo Rossi (uno dei pochi oggi in grado di contrastare la moda Berlusconi) con una sconfitta. Che sarà di misura, perchè di fronte non hanno Einstein.

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