SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Biglietti esauriti per lo spettacolo di Ascanio Celestini, “La pecora nera  – Elogio funebre del manicomio elettrico”, che si è tenuto sabato 14 marzo alle ore 21, presso il Teatro Concordia. Per quasi due ore il pubblico è rimasto ipnotizzato dal magma narrativo dell’istrionico cantastorie; ben lungi dal bandire l’ironia su un tema così scottante e, purtroppo, ancora attualizzabile, Celestini si è espresso nel consueto stile semplice e graffiante, sul palco a fondale nero del Teatro Concordia, allestito con pochissimi oggetti di scena.
Ad irrompere nel funambolico flusso del monologo è solo una voce fuori campo, registrata, una concreta testimonianza di chi l’orrore del manicomio l’ha vissuto sulla propria pelle.
Testimoniare la memoria non è però l’unico scopo a cui approda il progetto di Celestini, che allarga ancor più gli orizzonti mescolando alle storie del “condominio di santi” (come chiama il manicomio), riflessioni ed aneddoti sul presente consumistico e non meno spersonalizzante.
Numerosi applausi del pubblico, entusiasta al termine della serata, che ha potuto godere della presenza scenica dei più eclettici e completi interpreti del teatro moderno. “La pecora nera  – Elogio funebre del manicomio elettrico” già uscito come progetto letterario nel 2005 (edizioni Eiunaudi), è il risultato di un intenso lavoro di ricerca svolto da Celestini e durato circa quattro anni, al fine di raccogliere opinioni e testimonianze delle strutture spersonalizzanti e psichicamente repressive, prima e dopo la legge Basaglia. Lo stesso autore ha successivamente curato la trasposizione teatrale del testo.

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