SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sì alla movida nei locali del divertimento, ma sul rispetto delle regole e delle prescrizioni tecniche per la sicurezza non si transige. Il Comune riconosce l’importanza economica e turistica del settore, farà da mediatore fra imprenditori e autorità competenti nel percorso di regolarizzazioni con le norme vigenti, introdurrà nel nuovo Piano Spiaggia delle norme urbanistiche per facilitare la messa a norma degli stabilimenti balneari.
Questi gli impegni presi dal sindaco Giovanni Gaspari, che martedì mattina ha incontrato in Comune il comandante provinciale dei Vigili del fuoco ingegner Felice Di Pardo e il funzionario del comando ingegner Mauro Malizia, in un incontro tecnico a cui ha preso parte anche il dirigente comunale del settore Sviluppo del territorio, Germano Polidori.
Il certificato di prevenzione incendi infatti viene rilasciato proprio dal comando provinciale dei Vigili del fuoco e rappresenta il principale obiettivo normativo a cui conformarsi.«Alcuni imprenditori», ha affermato Di Pardo, «si sono molto opportunamente rivolti ai nostri rispettivi uffici, per mettersi in regola rispetto a quanto richiesto dalle varie norme tecniche, ottenendo parere favorevole sui progetti presentati, nel rispetto dei vigenti procedimenti autorizzativi. Oserei dire che non c’è niente di più lineare e semplice».

Da parte del sindaco, questa è la linea di pensiero: «Non c’è alcuna volontà vessatoria da parte del Comune di San Benedetto verso i locali che offrono intrattenimento serale sul lungomare e nelle zone limitrofe, ma al contrario c’è una disponibilità a fare in modo che ognuno abbia chiaro cosa deve fare per essere in regola. La nostra città deve continuare ad essere un polo turistico attrattivo, per i giovani e i meno giovani, ma sempre in condizioni di sicurezza, e nel rispetto della legge».
In concreto, aggiunge Gaspari, ora il Comune invierà una lettera informativa a tutti i gestori di stabilimenti balneari, per fare chiarezza sulle norme da rispettare per una gestione sicura del locale e al di là del rischio di sanzioni.
La redazione del nuovo Piano Spiaggia, in corso d’opera da molti mesi, ha dei risvolti collegati alla questione. Per “investire sulla sicurezza” e mettersi in regola, i titolari di locali di intrattenimento all’interno di stabilimenti balneari devono fare determinati lavori all’interno delle strutture. Ma qui entrano in gioco le normative edilizie e urbanistiche comunali. La possibilità, infatti, è che seppur il comando provinciale dei Vigili del Fuoco dia il beneplacito al progetto di messa a norma, le norme comunali potrebbero non consentire i lavori.
Per gli chalet storici (gli stabilimenti più antichi che si trovano nelle prime venti concessioni del lungomare nord) ci sono vincoli urbanistici ancora più stringenti? Alla domanda il sindaco Gaspari risponde in maniera ottimistica: «Paradossalmente potrebbe essere vero il contrario. Per gli chalet storici, cioè, sarebbe più facile mettersi a norma. Si tratta di pertinenze demaniali, costruzioni saldamente ancorate al suolo, non di facile rimozione. Quindi ci sono meno vincoli. Studieremo insieme con i tecnici per arrivare a un Piano Spiaggia intelligente».

NESSUNO HA CHIUSO GLI OCCHI Riguardo ad alcune affermazioni giunte dai titolari del noto discobar Pao, per cui sulle prescrizioni della legge regionale 30 del 2005 le autorità preposte avrebbero sovente chiuso gli occhi, il sindaco Gaspari precisa fermamente: «Nel momento in cui il Comune e le autorità competenti a vigilare vengono a conoscenza di abusi, scattano i verbali e le sanzioni. Sulla sicurezza non si scherza, nè si chiudono gli occhi. Non dimentichiamo che per aprire e gestire un’attività di pubblico intrattenimento è necessario anche il parere favorevole della Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, istituita dalla mia amministrazione».
«Deroghe? No, sulla sicurezza non si deroga», conclude lapidario il primo cittadino.

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