SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Oltre 40 gestori di pubblici esercizi della riviera, specializzati nel dopo cena e nel divertimento serale si sono riuniti dopo il “caso Pao”.
Nelle scorse settimane, infatti, i gestori del noto locale avevano deciso di autosospendere l’attività di intrattenimento nell’impossibilità di limitare a 99 persone il numero degli avventori nel corso delle proprie serate, come previsto dalla normativa regionale, in virtù nella quale erano stati elevati 2 verbali consecutivi.

Tutti i presenti hanno confermato la volontà di orientare le proprie attività nell’ambito del rispetto delle normative vigenti, pur sottolineando la difficoltà di adattare tale indirizzo alle evoluzioni delle tendenze dei consumatori, troppo spesso in anticipo rispetto all’evoluzione normativa. Negli ultimi anni infatti si è assistito ad una marcata preferenza del “popolo della notte” per i locali sulla spiaggia, laddove la normativa in tal senso non prevede norme chiare e che non contrastino con altrettante disposizioni emesse dai vari enti che insistono nell’area balneare: norme urbanistiche, regolamenti demaniali, codici di balneazione e quant’altro.

Gli imprenditori sollecitano dunque una urgente convocazione di un tavolo di concertazione con tutti gli enti interessati, dalla pubblica sicurezza fino alle amministrazioni territoriali. La posta in gioco, secondo i portabandiera della movida, non è solo il divertimento, ma posti di lavoro e immagine della città.
All’incontro ha partecipato il segretario regionale della Confesercenti Paolo Perazzoli, che è incaricato di favorire e coordinare una serie di incontri con i sindaci e gli enti preposti del territorio.

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