SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Il batterio delle vongole non è pericoloso». È questo il messaggio che diffonde l’Asur 12, dopo avere reso noto che per i molluschi pescati nel nostro mare era obbligatorio  il trattamento di depurazione.

«I controlli delle vongole raccolte  – spiegano dalla sede locale dell’azienda sanitaria regionale – sono effettuati dal Servizio Veterinario Igiene degli Alimenti di Origine Animale con cadenza bimestrale, stabilita dalla Regione Marche, dal personale Tecnico e Veterinario fin dal 1992».

«Da quella data  – proseguono dal dipartimento – sono iniziati i controlli batteriologici al fine della classificazione delle acque delle zone di produzione di molluschi bivalvi (vongole). Le acque antistanti il litorale di competenza sono classificate come Zona A, ad esclusione della zona antistante la foce del fiume Tronto classificata invece Zona B.
Le vongole raccolte nelle zone A  sono commercializzati direttamente previo confezionamento ed etichettatura».
«Le vongole raccolte in Zona B  – sottolinea di nuovo l’Asur 12 – devono essere obbligatoriamente sottoposti a trattamento di depurazione presso apposite strutture, prima dell’immissione in commercio. Il caso citato dalla stampa si riferisce ad un controllo di monitoraggio, per la sorveglianza delle zone di produzione di vongole, effettuato il 26 febbraio 2009, nella sottozona A19.4».

Aggiunge ancora il dipartimento: «La sottozona in questione si estende approssimativamente dalla foce del fosso delle Tavole, comune di Grottammare, alla foce del torrente Ragnola, comune di San Benedetto del Tronto. A seguito di esami di laboratorio effettuati presso l’Istituto Zooprofilattico dell’Umbria e delle Marche, Sezione di Fermo, è stato riscontrato un valore del batterio Escherichia coli  superiore al limite fissato per legge, pari a 230 mpn/100 gr».
Immediatamente quindi tutti gli organi interessati sono stati avvisati: «È stato informato il Consorzio Vongolari Piceni, i centri di spedizione e depurazione vongole del territorio di competenza, la Regione Marche, la Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto, i Dipartimenti di Prevenzione delle Zone Territoriali Asur1, 3, 4, 7, 8, 11 nonché la Asl di Teramo».
Conclude il dipartimento sambenedettese: «Il superamento del valore comporta la richiesta, da parte del Servizio Veterinario, dell’emissione di ordinanza di obbligo di depurazione dei molluschi bivalvi raccolti nella sottozona interessata, prima dell’immissione in commercio, fino a che successivi controlli daranno esito favorevole».

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