ASCOLI PICENO – Sembra sparito l’indennizzo promesso per il fermo pesca. Sono infatti passati oltre sei mesi, ma ancora non c’è traccia dei 35 milioni di euro stanziati dal Governo con un decreto legge del luglio 2008, poi convertito in legge a settembre. Lo scopo era quello di assicurare un fermo straordinario di un mese in dipendenza della situazione di crisi riguardante il settore della pesca anche a seguito dei rialzi dei costi energetici e di produzione.

Per le barche del compartimento di San Benedetto del Tronto, il Ministero stabilì lo stop di emergenza dal 4 agosto al 2 settembre 2008.

Sei mesi senza vedere uno degli euro promessi, dunque, e su quelle somme le imprese facevano affidamento per rendere meno pesante una situazione che, per il comparto, è davvero difficile.

Per sapere a che punto si trova l’istruttoria per la liquidazione degli indennizzi, il Presidente della Provincia Massimo Rossi, e l’Assessore alle politiche del mare del comune di San Benedetto del Tronto Settimio Capriotti, hanno scritto alla Direzione generale della Pesca e dell’Acquacoltura del Ministero delle Politiche agricole e forestali.

«Riteniamo che in casi come questi – dicono Rossi e Capriotti – la burocrazia debba fare uno sforzo per accelerare al massimo le procedure. Nel decreto di luglio inoltre erano indicate le fonti del finanziamento di 35 milioni: 25 da fondi comunitari e 10 dal Fondo centrale per il credito peschereccio».

Concludono Rossi e Capriotti: «Anche le successive disposizioni regolamentari emanate dallo stesso Ministero per quanto concerne le modalità di attuazione del fermo temporaneo, l’entità del premio, le relative erogazioni e la definizione dei periodi di fermo sono state puntualmente eseguite dalle aziende. Non vediamo dunque altre ragioni valide per ritardare la liquidazione di queste somme che sono indispensabili per assicurare un minimo di prospettive alle nostre imprese del mare».

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