SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il progetto O.V.E. finalizzato all’utilizzo di olio vegetale esausto come biocarburante e realizzato da Asteria – Istituto per lo Sviluppo Tecnologico e la Ricerca Applicata – in sinergia con la Provincia di Ascoli Piceno e la Regione Marche, è diventato parte integrante di un libro pubblicato nei giorni scorsi dal titolo “Biocarburanti e biocombustibili: minaccia o risorsa energetica nazionale?”.
Il testo, presentato alla Camera dei Deputati, raccoglie idee, proposte e contributi sull’utilizzo di biocarburanti emersi in occasione della conferenza tenutasi su queste tematiche lo scorso mese di ottobre nella sede dell’Università Europea di Roma.
Presenti al convegno alcuni parlamentari, associazioni di categoria, fornitori di biocarburanti, rappresentanti di varie Università ed Istituzioni di Ricerca.
Vasto è stato l’interesse suscitato dal progetto O.V.E., che prevede la possibilità di rendere replicabile il modello anche oltre il territorio Piceno.
Il Presidente di Asteria Dante Bartolomei, nel corso del breve intervento in conferenza stampa, ha messo in evidenza i principali risultati quantitativi sottolineando che «il recupero dell’olio vegetale esausto rispetto alle fonti tradizionali è vantaggioso sia in termini di rispetto dell’ambiente sia dal punto di vista economico. E’ dunque importante orientare la ricerca verso la sostenibilità ambientale favorendo lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e non considerando gli scarti semplicemente come rifiuti ma al contrario una potenziale risorsa da sfruttare».

Con il recupero dell’O.V.E., infatti, si ricava un biocombustibile le cui emissioni globali sono ridotte rispetto a quelle del gasolio minerale e si possono trarre vantaggi sia ambientali che economici. Si tratta di olio da frittura proveniente da usi domestici, ristorazione, mense, attività industriali e ricreative ed il suo riutilizzo può avvenire tramite la trasformazione in biodiesel, un biocombustibile attualmente già reperibile in commercio e ricavato da oli vegetali “vergini”.

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