MARTINSICURO – Cambia l’accordo tra Comune e Pubbliluce per la gestione dell’impianto di illuminazione pubblica nel quinquennio 2008-2013.

In base alla prima convenzione l’amministrazione comunale aveva concordato con la ditta l’erogazione di ventimila euro annui da investire nelle luminarie natalizie (somma già versata per l’anno 2008), la distribuzione ad ogni famiglia di un kit di lampade a basso consumo e di riduttori per il risparmio idrico (anch’essi già consegnati), la realizzazione di un impianto fonico su tutto il lungomare e il 50% del risparmio energetico previsto su diversi punti luce che poi il Comune reinveste per la messa a norma dell’impianto.

Ora in base alla nuova convenzione portata in Consiglio comunale venerdì scorso, i nuovi termini dell’accordo prevedono che al posto dei ventimila euro annui e dell’impianto fonico la Pubbliluce disponga 130 nuovi pali dell’illuminazione sul lungomare, nei tratti che vanno da via Filzi al Vibrata e da via Aldo Moro al Tronto.

Le nuove disposizioni hanno scatenato le proteste dei tre gruppi di minoranza, ritenendo l’accordo svantaggioso per il Comune, al punto tale che Mauro Paci e Romano Antonini hanno addirittura chiesto le dimissioni dell’assessore ai Lavori Pubblici Francesco Tommolini.

«Abbiamo chiesto più volte maggiore attenzione al centro di Martinsicuro, che necessita di una maggiore illuminazione per renderlo più sicuro – hanno affermato i due consiglieri – e come risposta si preferisce illuminare il lungomare».

«Siamo coscienti della situazione in cui versa il centro – è stata la risposta di Tommolini – e stiamo verificando in base alle possibilità economiche di incrementare i punti luce anche nel cuore della città».

Polemiche sono state sollevate anche sulla riduzione delle ore di illuminazione nelle vie cittadine che la ditta avrebbe messo in atto per avere un maggiore guadagno sul risparmio energetico: i lampioni si accendono troppo tardi la sera e si spengono troppo presto al mattino, lasciando molte zone della città al buio per ore.

«Il Comune avrebbe potuto abbattere i costi – ha affermato De Luca di An – rinegoziando per conto proprio le tariffe dell’energia elettrica, viste le proposte ricevute in passato. Riduzione delle tariffe che ora è stata fatta dalla stessa ditta senza alcun vantaggio per l’ente».

Critica sulle nuove condizioni anche Città Attiva: «Per una specie di paradosso – ha esordito Camaioni – si parla di Pubbliluce e ci ritroviamo all’oscuro di tutti i vantaggi che dovrebbero derivare da questa convenzione».

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