dal settimanale Riviera Oggi numero 765
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’Ospedale “Madonna del Soccorso” è classificato tra i nosocomi a più alta densità sanitaria per ricoveri ed interventi di urgenza del sud delle Marche e di parte dell’Abruzzo. A testimoniarlo un solo dato: durante la stagione estiva gli accessi d’urgenza dislocati nelle 24 ore raggiungono le 250 unità. A questo si aggiunge la sua particolare struttura edilizia di tipo “verticale” per cui, in occasioni di eventi traumatologici, il paziente è costretto ad una vera e propria altalena su e giù per i diversi reparti. Esempio: in caso di incidente automobilistico dal Pronto Soccorso situato al piano “meno due” si sale al “piano zero” per i controlli Radiologici, per poi scendere al “meno uno” per gli accertamenti di Cardiologia e da qui, eventualmente, risalire al “piano terzo” per quelli Neurologici. Quindi di nuovo al Pronto Soccorso e nella maggior parte dei casi, su di nuovo fino al piano “più uno” per la sala Gessi.
Con i suoi 45 e passa anni di età l’ospedale della Riviera esigeva una ristrutturazione completa dei reparti con una diversa collocazione strategica per alcuni di essi. Cosa di cui è perfettamente cosciente Giuseppe Petrone, direttore della zona 12 dell’Azienda sanitaria regionale il quale, agli inizi di novembre 2008, ha “tagliato il nastro” dando il via alla prima delle quattro fasi di ristrutturazione.
Ad aggiudicarsi i lavori la ditta “Guerrato Spa” di Rovigo specializzata in cantieri ospedalieri. Tra le sue “referenze”, la costruzione o ristrutturazione di ospedali a Zagabria, Chieti, Aosta. Durata prevista 360 giorni. Costo complessivo intorno ai tre milioni di euro dei quali due milioni e 400 mila circa per la prima fase specifica.
Dottor Petrone, come procedono i lavori?
«Siamo in perfetta media sul ruolino di marcia. Abbiamo quasi completato la prima delle quattro fasi e la ditta ha già iniziato parte della seconda in contemporanea».
Nello specifico?
«Gli interventi a Cardiologia e all’intero comparto di Coronarica dovrebbero essere terminati entro la fine di Aprile. Per quella data preventiviamo il ripristino delle attività in sede e l’inizio in altri reparti. Al contempo dalla ditta appaltatrice non vengono segnalati ritardi o contrattempi di alcun tipo»
Disagi per i pazienti in ricovero?
«Agli inizi ci sono stati alcuni comprensibili disorientamenti dovuti al fatto che siamo stati costretti a dislocare l’unità Coronarica al quinto piano. Poi, con il passare del tempo, la gente ha capito l’importanza dell’opera è si è adeguata di buon grado con alto senso di collaborazione civica»
Monitoraggio dei lavori in corso?
«Ogni settimana abbiamo una riunione alla quale partecipano la Direzione Sanitaria, quella dei Lavori, l’Ufficio Tecnico dell’Ospedale, i primari di Rianimazione e Pronto Soccorso per fare il punto della situazione e affrontare i problemi che si presentano con il cantiere in opera. In modo da essere informati e responsabili delle decisioni che si prendono»
A quando l’inizio dei lavori per il Pronto Soccorso?
«Non appena sarà terminato questo primo lotto. Si inizierà dalla parte centrale del reparto di pronto intervento nell’area attualmente chiusa al pubblico che deve prima essere bonificata e risanata».
Quanto tempo sarà impiegato per ultimare i lavori del reparto?
«Contiamo di ultimare il tutto entro la fine dell’anno. Da sottolineare come, sullo stesso piano, si aggiungerà un dislocamento di Radiologia con l’aggiunta di una Tac per evitare i “su e giù” del caso. Nel frattempo, l’intero comparto di Rianimazione sarà “parcheggiato” al quinto piano una volta che l’unità Coronarica avrà lasciato il posto».
E la medicina d’urgenza?
«Troverà posto al quarto piano mentre i locali del Pronto Soccorso resteranno al piano meno due ma sarà spostato via via che i lavori procedono nei locali dove non è attivo il cantiere».
La stagione estiva è un periodo molto delicato per questo settore. Si paventano particolari disagi?
«Cercheremo di prevenirli al massimo intensificando la collaborazione tra i gruppi di lavoro che si riuniscono periodicamente»
Per quanto riguarda il sistema fognario che ancora insiste nel sottosuolo del Pronto Soccorso?
«E’ un problema vecchio quanto l’Ospedale anche se qualcuno dei media sembra averlo scoperto solo da qualche anno a questa parte. Comunque posso assicurare che l’intera rete sarà chiusa, smantellata e trasferita fuori dal nosocomio»
In qualità di Direttore dell’Asur 12 cosa si aspetta da questa riqualificazione?
«Vedere finalmente una parte dell’Ospedale al passo con i tempi. Per un nosocomio costruito verso la metà degli anni sessanta un intervento di ammodernamento non era più prorogabile, specialmente per i piani meno due e meno uno».
Si punta tutto sul rinnovamento edilizio o c’è dell’altro?
«La riqualificazione non riguarda la semplice ristrutturazione edilizia ma anche quella abitabile. Con questo si intendono un nuovo impianto di aria condizionata, arredamento moderno, camere con non più di due letti a corsia come si usa oramai nei moderni centri sanitari in modo da offrire una buona ricettività dal punto di vista medico-alberghiero»
Per il futuro?
«Contiamo di procedere negli anni, a seconda dei finanziamenti ricevuti, di proseguire dal piano zero salendo fino ad arrivare al quinto piano».

C’è anche un altro problema annoso rappresentato dall’ingresso delle autoambulanze direttamente dalla SS16. E’ una situazione al limite del paradosso con i mezzi di Pronto Soccorso che, specie nei mesi estivi, sono costretti a vere e proprie gimcane tra gli automezzi spesso fermi a causa del semaforo all’altezza dell’Albula. A detta di molti operatori del reparto di Pronto Intervento è un vero e proprio miracolo che fino ad oggi nessun “Codice Rosso” sia rimasto imbottigliato nelle strade di accesso con i possibili rischi del caso. Ma questa, è un’altra storia.

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