SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E se l’ormai famosa “Torre” di 13 piani che il Comune intende far realizzare nel quartiere Agraria servisse anche a installare antenne di telefonia mobile sul proprio alto tetto? Alcuni dei cittadini della zona Santissima Annunziata che nei giorni scorsi hanno manifestato contrarietà all’opera e presentato un ricorso al Tar Marche assieme al consigliere d’opposizione Bruno Gabrielli aggiungono questo elemento alla discussione. Si tratta di una possibilità emersa da una raccolta di informazioni effettuata dagli stessi cittadini per loro conto, e al Comune dovrebbe spettare l’onere della smentita ufficiale, della controprova.
«Pare che, ad opera ultimata, verrebbero installati sul tetto ripetitori per la propagazione del segnale da parte di operatori della telefonia mobile. Ricordiamo, infatti, che la torre di 13 piani sarebbe l’edificio più alto della nostra città e permetterebbe di coprire anche aree dell’hinterland. Si tratta di una voce che circola», meglio non specificano i firmatari della nota. Si tratta di Pasqualino Bianconi, Massimo Tancredi, Andrea Falcioni, Vincenzo Baldella, Franca Cavuto.

«Questa soluzione darebbe al Comune la certezza di introiti cospicui da chi ottiene questa concessione, tra l’altro in via continuativa, in un momento dove le risorse finanziarie sono sempre più difficili da reperire».

La possibilità paventata dai residenti in base alle informazioni da loro raccolte li preoccupa ulteriormente visto che non c’è ancora certezza scientifica, nel bene come nel male, per quel che riguarda i rischi che l’inquinamento elettromagnetico comporta alla salute, in particolare relativamente all’aumento dei tumori. Ricordiamo che negli ultimi anni il proliferare delle cosiddette stazioni radio-base di vario tipo per la telefonia mobile è stato cospicuo, favorito peraltro dal regime autorizzatorio nazionale oltre che dagli introiti economici per i proprietari delle aree dove vengono installate.

«I pareri degli scienziati sono discordanti, è vero, ma non vorremmo trovarci a sperimentarlo sulla nostra pelle e su quella dei nostri cari», è l’appello di questo gruppo di cittadini, che mettono le mani avanti ribadendo che anche una smentita dalle istituzioni non li tranquillizzerebbe.

«Anche una smentita da parte della stessa amministrazione comunale non ci lascerebbe tranquilli, visto come è stato gestito in questi anni tutto il progetto ed in considerazione che una conferma significherebbe aumentare il dissenso verso l’opera. Noi invitiamo, pertanto, tutti i residenti della zona a ribadire con forza la contrarietà a questo progetto in occasione dell’incontro che si terrà venerdì 20 marzo alle ore 21 presso la palestra Sabatino D’Angelo».

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