ASCOLI PICENO – Il dado, con ogni evidenza, è ben che tratto. Massimo Rossi, presidente della Provincia in carica, traccia la linea che divide irrimediabilmente la sua persona e il suo partito (Rifondazione Comunista) da Emidio Mandozzi (attuale vicepresidente e candidato del Partito Democratico) e la coalizione che lo sostiene.
«Chi ben mi conosce, sa che difficilmente lascio senza risposta un’accusa che mi viene rivolta, a maggior ragione se la ritengo ingiustificata o mossa per altre intenzioni – inizia Rossi – Ma dinanzi alle continue dimostrazioni di “politica politicante”, ai vari inviti succedutisi negli ultimi tempi a compiere passi avanti e passi indietro, a prendere parte alla sceneggiata delle primarie che piacciono solo quando portano al risultato che piace, intendo mettere un punto fermo. Il sottoscritto è disponibile, come lo è sempre stato, a confrontarsi con chiunque e ovunque, ma sempre sui fatti, cioè sulle iniziative che la Provincia ha fin qui realizzato e su quello che intende realizzare. Non mi troverete mai disponibile a rincorrere una politica parolaia, salottiera, che tanti danni ha fatto e continua a fare al Paese e al Piceno. Le liti, da non confondere con il confronto, le lascio a chi è avvezzo a giochi di potere nelle segreterie di partito in vista di future sistemazioni».
Quindi «risponderò con il silenzio a chi pensa di giocare con i problemi delle persone per puntare ad una poltrona ad Ascoli, ad Ancona o a Roma. Non so e non voglio partecipare al vociare scomposto che invoca retoricamente l’”unità della coalizione” ma in realtà lavora ogni giorno per alimentare le divisioni. E’ incredibile che non si capisca come, in un momento così difficile, marciare tutti in un’unica direzione significa non mettere insieme le sigle di partito per vedersi assegnare la propria quota di potere ma riconoscersi in un progetto di sviluppo del territorio capace di misurarsi con le sfide del cambiamento e della crisi in atto. Pazienza, ognuno si assumerà le proprie responsabilità».
«Da parte mia – conclude il presidente della Provincia – continuerò a impegnarmi con tutte le mie energie, ogni giorno, come facevo da Sindaco e come faccio da cinque anni in Provincia, per studiare i problemi, ascoltare le idee e le proposte di esperti e cittadini e mettere in campo le strategie più adeguate. Le elezioni di giugno saranno l’unico giudizio a cui è corretto sottoporre l’operato dell’Amministrazione provinciale: se sarà negativo, ne prenderò atto senza drammi. Questa è la mia idea di fare politica e non intendo rinunciarvi».

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