SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la vittoria in Cassazione e quella al Tribunale delle Acque di Roma, si apre la strada ai risarcimenti dallo Stato destinati a Comune e imprese, chiudendo finalmente la dolorosa pagina dell’esondazione del Tronto del 1992.
Il Comune ora dovrà valutare una esatta quantificazione dei danni, perché 17 anni fa la stima non venne fatta. Alcune voci sono facilmente ricavabili. Stiamo parlando del conferimento dei detriti in discarica e delle ore di straordinario per il personale comunale. Ma non ci sono solo questi costi sostenuti allora che ora saranno rimborsabili. Ci sono i danni ai sistemi fognari, alle strade, in genere alle proprietà comunali. Non essendoci una stima risalente ad allora, il Comune si rivolgerà all’architetto Giampiero Lucadei, che nel 1992 si occupò delle stime dei danni per i privati e che rappresenta una sorta di memoria storica sull’argomento.
LE AZIENDE Leo Bollettini è l’imprenditore simbolo della giusta lotta delle aziende di Porto d’Ascoli per veder riconosciuti i propri diritti lesi da quella infausta e disastrosa operazione di restringimento degli argini svolta nel 1978. Con altre 45 aziende, il titolare della omonima storica azienda ortofrutticola si costituì parte offesa vincendo il primo grado di giudizio in sede penale. Poi la cooperazione fra le parti lese si dissolse e il Comune rimase solo a proseguire sul piano penale, passando per la “pagina nera” di Ancona (assoluzione di Mattiolo in Appello) fino alla recente vittoria in Cassazione.
Bollettini e altre 4 aziende presentarono ricorso al Tribunale delle Acque, che nel mese di febbraio ha dato ragione all’imprenditore sambenedettese. Successivamente in sede civile è arrivata la sentenza favorevole ad una ulteriore azienda.
Ora ne rimangono almeno 40 di imprese che attendono giustizia e risarcimenti dallo Stato. La prescrizione scatterebbe solo nei casi in cui in questi 17 anni gli imprenditori danneggiati non avessero presentato alcun ricorso.
«Noi nel ’92 stimammo danni per alcuni milioni di euro – dice Bollettini – sicuramente ce ne verranno rimborsati di meno. Credo che alla fine ci vedremo riconosciuti circa due milioni di euro. Questi risarcimenti sono il giusto premio per imprenditori che sono dovuti ricorrere a prestiti e crediti. Non è facile lavorare per anni con questo freno a mano tirato».
I tempi del Tribunale delle Acque, che dovrà valutare la posizione delle altre aziende e quantificare i danni da riconoscere a quelle che nel frattempo vinceranno i ricorsi, sembrano essere più brevi rispetto ai tribunali ordinari. C’è la possibilità che il tribunale delle Acque per conto dello Stato decida di ricorrere in appello ma in tal caso potrebbe opporsi la Corte dei Conti adducendo la motivazione di un possibile danno erariale.
LA SICUREZZA ATTUALE DEL TRONTO Si sta per chiudere una pagina dolorosa della storia recente della città. Ma oggi, nel 2009, il fiume Tronto in che condizioni di sicurezza si trova? Lo chiediamo al sindaco Gaspari: «La Provincia negli anni scorsi è intervenuta per allargare gli argini quando venne approvato il Piano di assetto idrogeologico. Ora le condizioni sono migliorate tanto che l’Autorità di Bacino ha ritenuto di declassare dal rischio massimo le zone a sud della ferrovia Ascoli-San Benedetto. Anche le opere fatte nelle costruzioni private concorrono nella mitigazione del rischio».
Inoltre, come noto, sono in corso i lavori per la realizzazione del nuovo ponte stradale fra San Benedetto e Martinsicuro, che avrà campate più larghe e sicure.

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