SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Puccini”, miniserie con Alessio Boni andata in onda domenica 1 e lunedì 2 marzo su Raiuno, ha ottenuto un 22,70% di share nella puntata d’esordio e un 22,57 nell’ultima, surclassando “Dr House” prima e tenendo testa poi all’imbattibile “Grande Fratello 9”, vincitore della serata di ieri.

Nonostante i rassicuranti dati d’ascolto, la fiction ha però scatenato aspre polemiche, lanciate proprio dalla categoria più vicina al compositore toscano, ovvero quella degli operisti e dei soprani.

Al “Corriere della Sera” Giovanna Lomazzi, vice presidente Aslico (associazione lirico concertistica italiana), se l’è presa con la sceneggiatura, troppo edulcorata e rassicurante: «Hanno infarcito la storia di errori, non ultimo il ribadire che Dora fosse l’amante di Puccini. E poi far dire a Boni-Puccini che Elvira è il suo grande amore quando lo sanno anche i sassi che la poverina veniva tradita con tutte».

Critica alla quale si aggiungono quelle di Enrico Stinchelli e Michele Suozzo, conduttori su Radio 3 de “La barcaccia”, appuntamento sacro per gli appassionati di opera: «Ieri mattina ci hanno sommerso di mail e messaggini per inveire contro la prima puntata. infarcita di banalità e luoghi comuni in perfetto stile Rai Fiction. Che sia Puccini, Leonardo o Padre Pio, è sempre la stessa pappa. E poi, povero Giacomo, neanche la musica gli hanno lasciato!».

Già perchè un’altra accusa rivolta a Viale Mazzini è di non aver utilizzato la colonna sonora del diretto interessato (presumibilmente per motivi di diritti), preferendo affidarla a don Marco Frisina, prete ed autore in passato delle musiche di altri prodotti Rai come “Giovanni Paolo II” e “Tristano e Isotta”.

Dulcis in fundo, non poteva mancare l’opinione del critico televisivo per eccellenza, Aldo Grasso, che tra le tante cose ha contestato «lo stile perennemente agiografico di certi prodotti ed il retorico espediente del flashback, che costringe il protagonista, colto in età matura, a ripercorrere la sua infanzia, in genere difficile».

Succede quindi che dopo gli innumerevoli complimenti ricevuti per la qualità stilistica e di scrittura di “Tutti pazzi per amore”, Raiuno torni nuovamente sotto processo per una realizzazione altamente scolastica e didascalica.

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