SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mauro Gionni come Walter Veltroni? Lo chiede Gianluca Pasqualini, consigliere comunale del Partito Democratico a San Benedetto, che invoca il repulisti per l’intera guida dal Pd provinciale «dopo un’attenta riflessione sul resoconto dell’assemblea provinciale del Pd avvenuta venerdì scorso».
Pasqualini si interroga sulle scelte adottate nella politica provinciale, a pochi mesi dalle elezioni di Palazzo San Filippo: «La segretaria provinciale oltre a gestire in maniera errata tutto il percorso verso le elezioni provinciali è attualmente e totalmente inadeguata. Infatti alla vigilia della presentazione dei candidati, dopo quasi un anno di dura battaglia contro l’attuale presidente dell’amministrazione provinciale Massimo Rossi, dopo delle primarie “vere” per il numero delle persone che hanno aderito e “fasulle” per i candidati messi in campo (gli sconfitti erano di contorno), dopo un lunghissimo dibattito sull’intraprendere il nuovo percorso come unica e sola forza politica in contrapposizione al centro destra, oggi (naufragato “forse” l’accordo con l’Udc) in nome di quell’unità tanto bistrattata, si chiedono passi indietro».
«Purtroppo – si rammarica Pasqualini – penso sia troppo tardi oggi cambiare rotta, perché non è una logica conseguenza delle scelte “scellerate” fatte della segreteria: molti di noi in questo ultimo anno invitavano alla prudenza su certe prese di posizione, ma questi inviti non sono stati mai ascoltati».
«Quindi la conseguenza di tutto ciò non può non essere che le dimissioni in blocco di tutta la segreteria provinciale. Atto da concretizzare subito (senza aspettare il congresso) se si vogliono salvare le prossime campagne elettorali, perché il rinnovamento (quello vero) può passare solo se il cambio ai vertici è radicale ed effettivo», conclude il consigliere comunale.

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