Da RIVIERA OGGI N. 765

Crisi Samb. All’ordine del giorno, non poteva essere altrimenti, la situazione della Sambenedettese Calcio che sta vivendo un momento unico per la sua storia. Mai mi era capitato di assistere ad uno scollamento così totale tra tifoseria e dirigenza. Mai era capitato che con una squadra quasi ultima in classifica, il suo presidente contestasse la tifoseria. Una situazione, a parer mio, talmente paradossale che va interpretata.
Non credo infatti che la rabbia dei tifosi (quando espressa in modi civili) nei confronti di Gianni Tormenti, dopo le dichiarazioni di ieri, sia ingiustificata. Anzi, ho assistito a contestazioni più cattive per molto meno.
Una domanda però me la voglio porre e la ricavo da alcune insinuazioni (chiamiamole così) di alcuni nostri lettori. Il male (la colpa) peggiore non è della società ma delle persone di cui si circonda.
Non so se è così ma che potrebbe esserci qualcosa di vero me lo fa pensare un particolare che riguarda il presidente rossoblu.
Fino a qualche tempo fa Gianni Tormenti non era mai andato oltre le righe denotando una grande intelligenza ed una saggezza classica dei veri manager. Da qualche tempo, che collocherei al momento in cui si è cambiata strategia (o meglio si è stravolta e questo è stato un errore da me sottolineato prima che accadesse il disastro tecnico attuale), il presidente non mi sembra più lucido e sereno come prima. Qualche cosa deve essere successo. Spero con la buona fede di tutti i protagonisti. Addirittura stamattina mi è arrivata una voce alla quale non posso e non voglio assolutamente credere.
In questo “mistero” sta quella soluzione che prima si trova e meglio è per tutti. Da che mondo è mondo la confusione non ha mai aiutato a fare le cose per bene. E’ questo il male? Credo di sì.

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