CUPRA MARITTIMA – Basandoci su una serie di supposizioni, su cosa poteva organizzarsi il culto della dea Cupra? Quali erano i suoi rituali, le sue celebrazioni, le forme di questa venerazione? Per cercare di delineare quale fosse la ritualità di questo sacro culto pagano occorre fare analogie interessanti e confronti con alcune divinità della stessa tipologia, divinità femminili, rappresentanti prosperità, bellezza e fascino, caratteristiche che per i Pagani erano assolutamente divine. Diversamente dai cristiani, la cui religione, estranea alle forme di sacralità praticate nel mondo antico e da una civiltà di matrice aristocratica, ancora non era giunta nei lidi piceni.

Sul culto le testimonianze sono estremamente scarse, e occorre sondare non solo le fonti archeologiche ma anche l’ambito della storia della religioni, la scienza che studia ogni fenomeno religioso della civiltà umana, i rituali, le pratiche, la magia. Le origini orientali, fenicie, o come dicono alcuni etrusche, ci riportano più o meno direttamente alla Ierogamia (in greco ” matrimonio sacro”) un rito diffuso nel mondo pagano, consistente nell’avere un’esperienza religiosa-mistica tramite un’esperienza erotica e sessuale. Alla ierogamia sono connessi i Baccanali, le orge dionisiache e il fenomeno della prostituzione sacra: in ognuno di questi rituali, senza approfondire ulteriormente  poiché non è lecito svelare i Misteri, il piacere sessuale, ritenuto come sacro e non semplicemente come un fatto biologico causato dall’istinto e destinato alla procreazione, è utilizzato come uno strumento per accedere alla divinità, per sfiorare qui sulla terra l’ombra degli Dei.

I Baccanali erano talmente diffusi che nel 186 avanti Cristo il senato romano dovette emanare una serie di leggi  –  il Senatoconsulto de Bacchanalibus – per contrastare la loro pratica nelle campagne, in quanto mettevano in crisi l’ordine pubblico. Tali pratiche non furono comunque estirpate dal cristianesimo, vennero tramandate segretamente, dagli gnostici, dagli alchimisti, fino agli attuali gruppi neopagani di diverso orientamento. La ierogamia, officiata solitamente dai sacerdoti e dalle sacerdotesse, simboleggiava l’unione del principio maschile col principio femminile (nel paganesimo l’uomo aderisce al proprio principio cosmico, egli è simbolo del principio) che garantiva prosperità e armonia alla terra e alla comunità. Fertilità e prosperità: tutelate entrambe dalla Dea Cupra. Esistono numerose rappresentazioni scultoree e pittoriche della ierogamia, provenienti da tutte le civiltà pagane: greci, romani, italici, egizi, in modo ancora più pregnante fenici, cretesi, e popoli della Mesopotamia. Tutti sembrano aver riconosciuto i caratteri divini della sessualità.

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