SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La replica dell’assessore Loredana Emili alle polemiche del consigliere di An Pasqualino Piunti sulle misure anti crisi varate dal Comune è dura: «Un politico intellettualmente più onesto avrebbe già chiesto scusa da tempo per il suo non-operato quando era assessore alle politiche sociali, ad esempio nei confronti dell’emergenza abitativa, e si sarebbe astenuto dall’esternare con tanta disinvoltura su una materia difficile di cui si è occupato per quattro anni, e ancora oggi ci deve dire con quali risultati. Ma si sa che alcuni danno buoni consigli non potendo più dare il cattivo esempio».

«Abbiamo preso provvedimenti importanti per la vita reale delle persone», continua l’esponente della maggioranza e del Partito Democratico.

«Abituato a tessere manovre di corto respiro, Piunti vede forse ogni cosa nell’ottica di ciò che farebbe lui, e quindi interpreta le misure adottate contro la crisi in chiave elettoralistica – continua l’assessore – forse accecato proprio da tale ottica, nemmeno si accorge che ci era impossibile aumentare il costo dello scuolabus per gli studenti sambenedettesi, visto che da sempre questo servizio è gratuito. Per non dire del fatto che Piunti attribuisce al nostro Comune l’emissione di “social card”, che sono la vera carità pelosa del governo di destra, ovvero una riedizione delle “tessere del pane”, sventolando le quali si verrebbe a baciare la mano del magnanimo governo: sempre quando non si scopre che tali carte non sono state ricaricate, e molti anziani hanno vissuto scene umilianti nei supermercati».
Quanto ai buoni mensa scolastici gratuiti pagati dal Comune ai meno abbienti, la Emili precisa che la durata della misura è di tre mesi per via del tempo rimasto prima della fine dell’anno scolastico. «Per il prossimo valuteremo la situazione: un passo alla volta, invece che nessuno mai. Gli unici adeguamenti che abbiamo effettuato, per altri servizi, sono quelli relativi all’inflazione ufficiale calcolata dall’Istat, e sappiamo che talvolta questa percentuale appare ed è più bassa dell’aumento del costo della vita percepito quotidianamente dai cittadini. Che svolazzino corvi per i cieli della nostra città non fa bene a nessuno, e nemmeno al fegato dei corvi stessi».

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