ANCONA – Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza l’atto amministrativo per l’organizzazione su area vasta delle funzioni dell’Asur. All’Azienda unica sanitaria regionale vengono assegnate funzioni in materia di indirizzo, valutazione e controllo, negoziazioni con i sindacati, contabilità e bilancio, coordinamento delle funzioni d’Area Vasta, gestione del patrimonio immobiliare, sistema informativo, tesoreria.

Le zone territoriali (Zt) programmano e erogano i servizi sanitari e socio-sanitari. L’Area Vasta (se ne formerà una nell’ambito Ascoli-San Benedetto) costituisce un’entità funzionale di riferimento per l’ottimizzazione di servizi e processi, con un ambito flessibile e evolvibile.

FIRMATO ACCORDO DI PROGRAMMA Intanto a Roma il Presidente Gian Mario Spacca, l’Assessore alla salute Almerino Mezzolani e il Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio hanno firmato l’Accordo di programma definito dalla Regione Marche sugli investimenti sanitari strategici. La sottoscrizione dopo il via libera, avvenuto sempre giovedì, della Conferenza Stato-Regioni.
«Con l’Accordo – commenta il Presidente Spacca – si accelerano la realizzazione e la spesa in tutti i territori delle Marche degli investimenti sanitari strategici programmati dalla Regione. Il nostro piano degli investimenti procede veloce per tutelare il diritto alla salute dei cittadini ma anche per offrire un robusto stimolo anti-crisi. Con l’Accordo si incrementa la coesione sociale della comunità: cresce la qualità di strutture e servizi sanitari diffusi sul territorio, aumenta l’attrattività e la mobilità attiva, frena quella passiva. Si modernizza la rete sanitaria, anche con il ricorso alle nuove tecnologie. I progetti, diventando cantierabili, offriranno anche un importante stimolo anti-crisi, con nuove opportunità per il lavoro e l’economia locale».

L’Accordo di programma ha un valore complessivo di 560 milioni di euro: 112 milioni per l’adeguamento e l’ammodernamento delle strutture sanitarie esistenti; 243 milioni per nuovi progetti di investimento; le prossime leggi finanziarie dovranno garantire il finanziamento della quota rimanente.

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