SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nuovi insediamenti commerciali nella zona di via Pasubio e via San Giovanni, ampliamento del centro commerciale Porto Grande in vista.
Nel dettaglio: prosegue l’iter urbanistico per la concessione di permessi di costruire in due aree. Nello specifico si tratta di un’area di 14mila metri quadri subito a ovest del centro commerciale Porto Grande e di un altro lotto di terreno che si trova immediatamente a nord del punto vendita della Decathlon.
Le due aree ricadono sotto la destinazione urbanistica “commerciale di espansione” D2, sono quindi ammesse strutture commerciali, artigianali, industriali.
Nello specifico, l’area ad ovest di Porto Grande è stata acquistata nel 2007 per la cifra di 3,4 milioni di euro da parte dell’Igd (Immobiliare Grande Distribuzione), un gruppo che opera nel settore immobiliare dei centri commerciali e di cui la Coop Adriatica detiene il 45,4% del patrimonio azionario.
Presumibile dunque che l’area servirà ad ospitare un ampliamento del centro commerciale.
L’ITER Il piano particolareggiato venne approvato il 2 maggio del 2005 in uno degli ultimi consigli comunali della amministrazione Martinelli. Poi entrarono in vigore le norme del Piano di Assetto Idrogeologico, che per la tutela dal rischio di esondazione del Tronto imposero agli enti pubblici e ai privati costruttori la previsione di opere di mitigazione del rischio in tutta la zona sud della città.
«Fino al 2007 è rimasto tutto bloccato a Porto d’Ascoli – commenta il sindaco Gaspari – poi grazie all’impegno della nostra amministrazione abbiamo fatto studi e opere di mitigazione che hanno portato alla riperimetrazione del Pai. Lo riteniamo un grosso successo, che dà slancio a un’economia e a una imprenditoria bloccata nell’area sud della città. I risvolti occupazionali positivi sono evidenti. Visto che il piano passò per opera del centrodestra, immagino che oggi l’opposizione dovrebbe gioire».

A marzo dunque il consiglio comunale sarà chiamato per una seconda adozione del Piano particolareggiato di iniziativa privata “S. Giovanni”.
I proprietari delle aree potranno costruire a patto di realizzare opere di mitigazione del rischio esondazione. La conformità di queste opere dovrà essere valutata dall’Autorità di Bacino del fiume Tronto, il cui parere è vincolante.

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