SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Non si tratta di un contributo risolutivo per questa crisi economica che attanaglia i cittadini, ma vogliamo ovviare a un fatto odioso. Ci è stato infatti segnalato che molti genitori non mandano i propri figli nelle mense scolastiche comunali perché non hanno i soldi per pagare i buoni pasto».
Con questa frase l’assessore alle Politiche della Città solidale Loredana Emili sintetizza lo spirito di una apprezzabile misura appena varata dal Comune, per la quale l’ente ha stanziato fondi comunali per un totale di 35 mila euro: un sostegno economico ai nuclei familiari con figli minorenni in cui i genitori si trovano in regime di cassa integrazione, di mobilità oppure hanno un reddito Isee 2007 familiare pari o inferiore al parametro di reddito minimo vitale (5300 euro annui, se hanno a carico due figli), oppure con un reddito Isee non superiore a 7888 euro con tre o più figli a carico (fra i documenti allegati il prospetto con tutte le caratteristiche richieste per accedere al contributo).
I contributi non saranno sotto forma di assegni, come quelli appena messi in moto per le famiglie numerose, ma saranno elargiti sotto forma di ricarica delle tessere elettroniche Junior Card, usate dalle famiglie per incamerare i buoni pasto.
La Emili annunciò l’iniziativa qualche settimana fa durante il convegno “Vecchie e nuove povertà” alla presenza dell’onorevole Savino Pezzotta.
Poi c’è stata la fase di studio da parte degli uffici comunali, con un incrocio dei dati dell’anagrafe, del settore Cultura per quanto riguarda le borse di studio, e del Centro per l’Impiego provinciale.
Le famiglie con figli minori interessate sono 294. Di queste, 55 sono i nuclei familiari con la presenza di lavoratori cassintegrati, 82 quelli con dei lavoratori in mobilità, 157 con il reddito Isee inferiore alla soglia minima vitale.
L’aiuto alle famiglie sarà per il consumo di buoni pasto da marzo a giugno. I contributi saranno calibrati in base al tipo di scuola e al tipo di orario, per cui saranno più cospicui per le famiglie con figli che frequentano gli asili, dove le mense sono attive fino al termine di giugno.
Dal primo marzo è possibile fare domanda rivolgendosi all’ufficio relazioni con il pubblico del Comune o scaricando i moduli dal sito web dell’ente.
L’assessore Emili ha voluto sottolineare che «a differenza di altri Comuni, abbiamo fatto la scelta ulteriore di aiutare non solo i figli dei lavoratori in difficoltà, ma anche le famiglie con bambini e che hanno redditi bassissimi».
Per il sindaco Gaspari, «a fronte di un Governo che fronteggia la crisi con i tagli alla spesa e agli investimenti, noi onoriamo il ruolo di prossimità ai cittadini da parte dei Comuni. I cittadini non sono da soli, siamo loro vicini perché la povertà improvvisa è qualcosa di disperante, che genera paura e instabilità».
ALTRE MISURE CONTRO LA CRISI Ci sono anche altre misure per fronteggiare l’emergenza economica della popolazione sambenedettese. La Emili annuncia che a breve sarà estesa la no tax area per l’addizionale Irpef comunale dagli 8500 euro ai 9000 euro di imponibile. Per il Comune si tratta di 22mila euro di minori entrate.
Poi ci sono gli aiuti sotto forma di kit per la scuola e l’aggiunta di ulteriori 30 mila euro per il fondo di garanzia sui contributi per gli affitti.

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